Messaggio del Presidente Ciampi in occasione dei funerali di don Andrea Santoro
COMUNICATO
Il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha inviato a Sua Eminenza il Cardinale Camillo Ruini, il seguente messaggio:
Le rinnovo la mia partecipazione e il mio sdegno per l'efferato assassinio di don Andrea Santoro. Egli è stato stroncato da una cieca violenza nel raccoglimento della preghiera, nella pienezza di una vita consacrata alla sollecitudine verso i diseredati, alla solidarietà e all'amicizia fra uomini e donne di cultura e fede diverse.
La rivolta delle coscienze contro la barbarie che ha cancellato la nobile esistenza di don Santoro rafforza la determinazione a difendere strenuamente i principi di civiltà alla base di ogni umana convivenza.
Al fermo contrasto dei crimini motivati dal fanatismo e dall'estremismo è necessario che si accompagni un lucido impegno volto allo sradicamento delle cause che alimentano la violenza.
Sono convinto che, perseguendo la via del reciproco rispetto fra culture e Nazioni, del dialogo e della comprensione, sarà possibile impedire che l'odio prenda il sopravvento, che la violenza si trasformi in una realtà devastante per tutti i popoli, neghi la loro comune aspirazione ad un condiviso futuro di pace e progresso.
L'Italia, forte dei valori umanistici e cristiani in cui è radicata la propria identità, intende operare come membro responsabile di una comunità internazionale che ponga al centro della propria azione la convivenza fra i popoli e la dignità della persona umana.
Con questi sentimenti, desidero farLe pervenire, anche a nome del popolo italiano, espressioni di profondo cordoglio per la tragica scomparsa di don Santoro e di sentita pietà per il suo sacrificio.
Roma, 10 febbraio 2006
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Il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha inviato a Sua Eminenza il Cardinale Camillo Ruini, il seguente messaggio:
Le rinnovo la mia partecipazione e il mio sdegno per l'efferato assassinio di don Andrea Santoro. Egli è stato stroncato da una cieca violenza nel raccoglimento della preghiera, nella pienezza di una vita consacrata alla sollecitudine verso i diseredati, alla solidarietà e all'amicizia fra uomini e donne di cultura e fede diverse.
La rivolta delle coscienze contro la barbarie che ha cancellato la nobile esistenza di don Santoro rafforza la determinazione a difendere strenuamente i principi di civiltà alla base di ogni umana convivenza.
Al fermo contrasto dei crimini motivati dal fanatismo e dall'estremismo è necessario che si accompagni un lucido impegno volto allo sradicamento delle cause che alimentano la violenza.
Sono convinto che, perseguendo la via del reciproco rispetto fra culture e Nazioni, del dialogo e della comprensione, sarà possibile impedire che l'odio prenda il sopravvento, che la violenza si trasformi in una realtà devastante per tutti i popoli, neghi la loro comune aspirazione ad un condiviso futuro di pace e progresso.
L'Italia, forte dei valori umanistici e cristiani in cui è radicata la propria identità, intende operare come membro responsabile di una comunità internazionale che ponga al centro della propria azione la convivenza fra i popoli e la dignità della persona umana.
Con questi sentimenti, desidero farLe pervenire, anche a nome del popolo italiano, espressioni di profondo cordoglio per la tragica scomparsa di don Santoro e di sentita pietà per il suo sacrificio.
Roma, 10 febbraio 2006
Diario storico
Intervento del Presidente della Repubblica alla cerimonia di apertura dei XX Giochi Olimpici Invernali Torino 2006 (9-10 febbraio 2006)Intervento del Presidente del Senato della Repubblica - in rappresentanza del Presidente della Repubblica - all'Altare della Patria, in occasione della Giornata Nazionale del Ricordo
