Messaggio del Presidente Ciampi in occasione del 77° Congresso internazionale della Società Dante Alighieri
COMUNICATO
L'Ufficio Stampa della Presidenza della Repubblica rende
noto il testo del messaggio inviato dal Presidente della Repubblica
Carlo Azeglio Ciampi, ai partecipanti al 77° Congresso
Internazionale della Società Dante Alighieri:
Come italiano nato in terra toscana sono sempre stato innamorato
della lingua italiana, ne sento la forza, l'armonia, la
musicalità. Ho sempre avuto la
"curiosità" di approfondire l'etimologia
delle parole per avvertirne il pieno significato. Per questo
ricorro spesso al vocabolario e al dizionario dei sinonimi e
contrari. Sono pieni di sorprese. Aiutano a pensare. Ve ne
raccomando l'uso.
Amo Dante e partecipo con gioia alla sua riscoperta anche da
parte dei giovani, nelle piazze d'Italia, nei teatri. Spero
che questo successo si affermi anche in televisione.
L'italiano è la lingua neolatina più antica
e quella che più è rimasta intatta. Si è
rinnovata senza perdere il contatto con i suoi classici del
Trecento. Possiamo leggere i loro testi oggi come se fossero dei
contemporanei.
E' una lingua nata con il contributo di numerose regioni
d'Italia. Certo, la sua affermazione è legata ai tre
grandi classici: Dante, Petrarca, Boccaccio. Ne siamo tutti fieri.
Ma non dimentichiamo Jacopone da Todi, e la scuola dei poeti
siciliani nata alla corte sveva di Palermo.
Oggi voi iniziate il 77° Congresso mondiale della
Società Dante Alighieri. Il mio saluto va a tutti i
rappresentanti degli oltre 500 Comitati della "Dante"
sparsi in tutto il mondo: con abnegazione, con passione, con
tenacia essi mantengono viva la lingua e la cultura italiana.
E' fondamentale sostenere la loro attività. Lo devono
fare i privati, lo deve fare soprattutto lo Stato. Rinnovo
l'invito agli imprenditori italiani a offrire corsi di
italiano ai loro dipendenti all'estero.
Sarà al tempo stesso un sostegno alla cultura italiana e
un contributo all'efficienza delle loro aziende.
La scelta di Malta per il vostro Congresso è
particolarmente felice. In questa nazione europea - è
ben vivo in me il ricordo della recente visita di Stato - la
cultura e la lingua italiana costituiscono un vincolo di amicizia e
di fratellanza indelebile, che tuttavia va rinnovato e potenziato,
a partire dalla scuola.
Il Mediterraneo è l'area del mondo dove dobbiamo
più investire nell'insegnamento della nostra lingua e
della nostra cultura, diffondendolo nelle Università,
riportandolo nei luoghi dove era e oggi non è più
lingua corrente. La diffusione della lingua e della cultura
italiana deve diventare una questione nazionale.
Il mio saluto va infine al Presidente Adami; lo ringrazio per
l'amicizia che in ogni occasione manifesta verso il popolo
italiano.
A tutti i partecipanti al Congresso, il mio augurio di buon
lavoro.
Roma, 28 settembre 2005
leggi tutto
L'Ufficio Stampa della Presidenza della Repubblica rende
noto il testo del messaggio inviato dal Presidente della Repubblica
Carlo Azeglio Ciampi, ai partecipanti al 77° Congresso
Internazionale della Società Dante Alighieri:
Come italiano nato in terra toscana sono sempre stato innamorato
della lingua italiana, ne sento la forza, l'armonia, la
musicalità. Ho sempre avuto la
"curiosità" di approfondire l'etimologia
delle parole per avvertirne il pieno significato. Per questo
ricorro spesso al vocabolario e al dizionario dei sinonimi e
contrari. Sono pieni di sorprese. Aiutano a pensare. Ve ne
raccomando l'uso.
Amo Dante e partecipo con gioia alla sua riscoperta anche da
parte dei giovani, nelle piazze d'Italia, nei teatri. Spero
che questo successo si affermi anche in televisione.
L'italiano è la lingua neolatina più antica
e quella che più è rimasta intatta. Si è
rinnovata senza perdere il contatto con i suoi classici del
Trecento. Possiamo leggere i loro testi oggi come se fossero dei
contemporanei.
E' una lingua nata con il contributo di numerose regioni
d'Italia. Certo, la sua affermazione è legata ai tre
grandi classici: Dante, Petrarca, Boccaccio. Ne siamo tutti fieri.
Ma non dimentichiamo Jacopone da Todi, e la scuola dei poeti
siciliani nata alla corte sveva di Palermo.
Oggi voi iniziate il 77° Congresso mondiale della
Società Dante Alighieri. Il mio saluto va a tutti i
rappresentanti degli oltre 500 Comitati della "Dante"
sparsi in tutto il mondo: con abnegazione, con passione, con
tenacia essi mantengono viva la lingua e la cultura italiana.
E' fondamentale sostenere la loro attività. Lo devono
fare i privati, lo deve fare soprattutto lo Stato. Rinnovo
l'invito agli imprenditori italiani a offrire corsi di
italiano ai loro dipendenti all'estero.
Sarà al tempo stesso un sostegno alla cultura italiana e
un contributo all'efficienza delle loro aziende.
La scelta di Malta per il vostro Congresso è
particolarmente felice. In questa nazione europea - è
ben vivo in me il ricordo della recente visita di Stato - la
cultura e la lingua italiana costituiscono un vincolo di amicizia e
di fratellanza indelebile, che tuttavia va rinnovato e potenziato,
a partire dalla scuola.
Il Mediterraneo è l'area del mondo dove dobbiamo
più investire nell'insegnamento della nostra lingua e
della nostra cultura, diffondendolo nelle Università,
riportandolo nei luoghi dove era e oggi non è più
lingua corrente. La diffusione della lingua e della cultura
italiana deve diventare una questione nazionale.
Il mio saluto va infine al Presidente Adami; lo ringrazio per
l'amicizia che in ogni occasione manifesta verso il popolo
italiano.
A tutti i partecipanti al Congresso, il mio augurio di buon
lavoro.
Roma, 28 settembre 2005
