Discorso del Presidente Ciampi in occasione dell'incontro con i partecipanti al Convegno "Un sogno per l'Africa: bambini liberi dall'AIDS"
COMUNICATO
L'Ufficio Stampa della Presidenza della
Repubblica rende noto il testo dell'intervento del Presidente della
Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, in occasione dell'incontro con i
partecipanti al Convegno "Un sogno per l'Africa: bambini liberi
dall'AIDS" :
Eccellenza Reverendissima ,
Signori Ministri,
Autorità,
Sono lieto di accogliervi al Quirinale, insieme
ai partecipanti al Convegno " Un sogno per l'Africa:
bambini liberi dall'AIDS" promosso dalla
Comunità di Sant'Egidio.
L'AIDS è un flagello; si
accanisce sulle giovani generazioni.
Ha un rilevante costo umano, sociale e
economico.
Il mondo spende 900 miliardi di dollari
l'anno per armamenti; 10 miliardi sarebbero sufficienti per
affrontare l'epidemia di AIDS nei Paesi più
poveri.
I problemi dell'Africa sono al centro
della mia attenzione: lo sanno i Paesi dell'Africa; lo sa il
popolo italiano.
Respingo ogni rassegnazione. L'Italia e
l'Unione Europea possono fare molto: moltiplicare la
solidarietà; contrastare l'indifferenza; operare sul
terreno.
Ho approfondito il problema dell'AIDS con
Capi di Stato africani; ne ho discusso con multinazionali
farmaceutiche.
Ho visitato, durante la mia visita di Stato in
Sud Africa nel 2002, il reparto dell'Ospedale di Soweto: vi
sono ricoverati i bambini malati di AIDS.
Ricordo quell'esperienza con lo stesso
senso di angoscia che provai allora.
Le statistiche sulla malattia in Africa scuotono
le coscienze: oltre due milioni di morti nel 2004, venticinque
milioni di infetti; in diversi Paesi africani la speranza media di
vita è scesa sotto i 40 anni.
Due milioni di bambini hanno contratto
l'infezione, nella maggioranza dei casi, dalla madre;
quattordici milioni sono orfani di uno o entrambe i genitori,
esposti ad abusi e violenze.
Il mio pensiero va anche ai giovanissimi che
vivono con genitori e parenti malati. Come possono uscire indenni
dall'esperienza di condividere le loro sofferenze, accudirli,
prendersi cura della famiglia in rovina?
Dare un futuro a quelle vittime innocenti
è un dovere.
Da anni i centri di assistenza della
Comunità di Sant'Egidio in Africa offrono speranza ai
più bisognosi.
Il progetto DREAM propone un modello di lotta
globale all'epidemia: prevenzione del contagio
materno-infantile, creazione di strutture e di personale sanitario
locale, campagne di informazione e diagnosi, distribuzione di
farmaci antiretrovirali.
Grazie ad esso migliaia di malati hanno avuto
accesso a trattamenti medici avanzati; 1000 bambini sono nati sani
da madri sieropositive.
La presenza al Convegno di un gruppo autorevole
e rappresentativo di Ministri della Sanità africani è
una incoraggiante testimonianza del successo di DREAM.
Mi rivolgo ai volontari impegnati in questo
programma, solidali con i malati e con le loro famiglie.
Essi meritano la nostra riconoscenza. Vi sono
tanti volontari nel mondo intero, impegnati in diversi campi: dalla
lotta all'AIDS all'assistenza agli emarginati.
Il mio pensiero va a Clementina Cantoni.
E' un luminoso esempio di umanità,
di dedizione, di tenacia.
Va restituita, quanto prima ai suoi cari e al
suo lavoro.
L'AIDS è un'idra dalle mille
teste: richiede un approccio unitario, deciso, illuminato.
L'aiuto allo sviluppo, la cooperazione
sanitaria, terapie efficaci, la ricerca di un vaccino sono tasselli
di una stessa strategia.
L'Italia è tra i maggiori
contribuenti del Fondo Globale di lotta contro l'AIDS, la
tubercolosi e la malaria.
Può contribuire a rendere l'impegno
del Fondo Globale quanto più operativo; ed il Fondo
può trarre utili insegnamenti dall'efficacia, sul
terreno, del progetto DREAM.
Insieme, istituzioni e società civile,
possiamo sconfiggere questa piaga; far sentire ai Governi e alle
popolazioni africane che non sono soli.
Un successo europeo nella lotta contro
l'AIDS costituirà uno straordinario segnale di
speranza, oltre che per gli amici africani, anche per noi europei
chiamati, sempre di più, a tutelare la dignità della
persona umana, e impedirà il dilagare di questa tremenda
malattia.
Roma, 27 maggio 2005
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L'Ufficio Stampa della Presidenza della
Repubblica rende noto il testo dell'intervento del Presidente della
Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, in occasione dell'incontro con i
partecipanti al Convegno "Un sogno per l'Africa: bambini liberi
dall'AIDS" :
Eccellenza Reverendissima ,
Signori Ministri,
Autorità,
Sono lieto di accogliervi al Quirinale, insieme
ai partecipanti al Convegno " Un sogno per l'Africa:
bambini liberi dall'AIDS" promosso dalla
Comunità di Sant'Egidio.
L'AIDS è un flagello; si
accanisce sulle giovani generazioni.
Ha un rilevante costo umano, sociale e
economico.
Il mondo spende 900 miliardi di dollari
l'anno per armamenti; 10 miliardi sarebbero sufficienti per
affrontare l'epidemia di AIDS nei Paesi più
poveri.
I problemi dell'Africa sono al centro
della mia attenzione: lo sanno i Paesi dell'Africa; lo sa il
popolo italiano.
Respingo ogni rassegnazione. L'Italia e
l'Unione Europea possono fare molto: moltiplicare la
solidarietà; contrastare l'indifferenza; operare sul
terreno.
Ho approfondito il problema dell'AIDS con
Capi di Stato africani; ne ho discusso con multinazionali
farmaceutiche.
Ho visitato, durante la mia visita di Stato in
Sud Africa nel 2002, il reparto dell'Ospedale di Soweto: vi
sono ricoverati i bambini malati di AIDS.
Ricordo quell'esperienza con lo stesso
senso di angoscia che provai allora.
Le statistiche sulla malattia in Africa scuotono
le coscienze: oltre due milioni di morti nel 2004, venticinque
milioni di infetti; in diversi Paesi africani la speranza media di
vita è scesa sotto i 40 anni.
Due milioni di bambini hanno contratto
l'infezione, nella maggioranza dei casi, dalla madre;
quattordici milioni sono orfani di uno o entrambe i genitori,
esposti ad abusi e violenze.
Il mio pensiero va anche ai giovanissimi che
vivono con genitori e parenti malati. Come possono uscire indenni
dall'esperienza di condividere le loro sofferenze, accudirli,
prendersi cura della famiglia in rovina?
Dare un futuro a quelle vittime innocenti
è un dovere.
Da anni i centri di assistenza della
Comunità di Sant'Egidio in Africa offrono speranza ai
più bisognosi.
Il progetto DREAM propone un modello di lotta
globale all'epidemia: prevenzione del contagio
materno-infantile, creazione di strutture e di personale sanitario
locale, campagne di informazione e diagnosi, distribuzione di
farmaci antiretrovirali.
Grazie ad esso migliaia di malati hanno avuto
accesso a trattamenti medici avanzati; 1000 bambini sono nati sani
da madri sieropositive.
La presenza al Convegno di un gruppo autorevole
e rappresentativo di Ministri della Sanità africani è
una incoraggiante testimonianza del successo di DREAM.
Mi rivolgo ai volontari impegnati in questo
programma, solidali con i malati e con le loro famiglie.
Essi meritano la nostra riconoscenza. Vi sono
tanti volontari nel mondo intero, impegnati in diversi campi: dalla
lotta all'AIDS all'assistenza agli emarginati.
Il mio pensiero va a Clementina Cantoni.
E' un luminoso esempio di umanità,
di dedizione, di tenacia.
Va restituita, quanto prima ai suoi cari e al
suo lavoro.
L'AIDS è un'idra dalle mille
teste: richiede un approccio unitario, deciso, illuminato.
L'aiuto allo sviluppo, la cooperazione
sanitaria, terapie efficaci, la ricerca di un vaccino sono tasselli
di una stessa strategia.
L'Italia è tra i maggiori
contribuenti del Fondo Globale di lotta contro l'AIDS, la
tubercolosi e la malaria.
Può contribuire a rendere l'impegno
del Fondo Globale quanto più operativo; ed il Fondo
può trarre utili insegnamenti dall'efficacia, sul
terreno, del progetto DREAM.
Insieme, istituzioni e società civile,
possiamo sconfiggere questa piaga; far sentire ai Governi e alle
popolazioni africane che non sono soli.
Un successo europeo nella lotta contro
l'AIDS costituirà uno straordinario segnale di
speranza, oltre che per gli amici africani, anche per noi europei
chiamati, sempre di più, a tutelare la dignità della
persona umana, e impedirà il dilagare di questa tremenda
malattia.
Roma, 27 maggio 2005
