Discorso del Presidente Ciampi in occasione dell'incontro con una delegazione dell'Osservatorio Permanente Giovani Editori
COMUNICATO
L' Ufficio Stampa della Presidenza
della Repubblica rende noto il testo dell'intervento del
Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, in occasione
dell'incontro, al Palazzo del Quirinale, con una delegazione
dell'Osservatorio Permanente Giovani Editori:
Vi ho ricevuto con piacere perché
seguo con attenzione e convinto delle sue finalità quello
che la vostra Associazione persegue. L'educazione alla
lettura nasce in famiglia, nella scuola.
Per questo, avete tutto il mio sostegno per
iniziative come quelle promosse dall'Osservatorio Permanente
Giovani Editori attraverso Il Quotidiano in Classe .
Significa fare della lettura dei giornali una
componente strutturale del percorso didattico e formativo dei
nostri ragazzi. Il dottor Ceccherini ha parlato dell'ora di
educazione civica. Certamente, quale migliore educazione civica
può esservi che preparare i giovani a sapere leggere i
giornali, e attraverso la lettura dei giornali a conoscere il
paese, a esprimere opinioni, ad essere critici attraverso quella
curiosità che ho sempre ritenuto il fondamento della scuola?
La scuola l'ho sempre vista come il luogo nel quale ci si
rivolge all'insegnante con una serie di
"perché?". E l'insegnante deve inculcare
nei ragazzi il gusto dell'andare a fondo nelle cose.
I dati che avete appena citato confermano la
importanza e la validità del progetto. Un milione di
giovani, quarantamila classi delle medie superiori, 32 mila
insegnanti coinvolti. E' una iniziativa ormai di grandi
dimensioni, di impegno civile e culturale.
Oggi voi avete lanciato un ponte tra il mondo
giovanile, con le sue aspirazioni e la sua sete di conoscenza e il
mondo dell'editoria. State creando i lettori del futuro.
Gli ultimi dati sulla lettura dei quotidiani da
parte dei giovani ci confermano che negli ultimi due anni sono
infatti aumentati i lettori di quotidiani tra i 18 e i 24 anni,
mentre rimangono stabili i lettori tra i 14 e i 17 anni. Si
può ancora migliorare.
In particolare mi compiaccio del vostro
intendimento di allargare agli editori europei questa iniziativa.
E' leggendo e discutendo gli stessi giornali, le stesse
problematiche che nasce la comune identità europea. E'
importantissimo studiare le lingue straniere, leggere i giornali
europei, viaggiare, avere conoscenza del mondo per costruire la
competitività del futuro.
Sarebbe bello vedere un giorno edizioni di
supplementi comuni tra editori europei, nelle lingue europee, che
escano insieme, per porre le basi di una opinione pubblica europea
consapevole e appassionata.
Pensate quanto si avvantaggerebbe in questo
periodo il dibattito per la ratifica del Trattato costituzionale
europeo se ci fosse una maggiore circolarità di quello che
si pensa nei vari Paesi dell'intera Europa.
Leggere a scuola aiuta a formare il senso
critico e la conoscenza, ad accrescere le competenze professionali,
a tenersi informati attraverso la lettura dei giornali e Internet.
Tutti questi diversi canali di conoscenza vanno coltivati, non si
escludono l'un l'altro, per comprendere meglio
l'attualità, per confrontarsi in modo maturo con idee
e opinioni differenti, per ampliare i propri orizzonti
culturali.
Ma la lettura - di libri e giornali - resta un
osservatorio privilegiato sulla vita.
Concludo ricordando che ho sempre considerato la
carta stampata strumento essenziale per la libertà e la
democrazia nel quadro del pluralismo dei mezzi informativi. Per
questo, per sostenere la necessità del pluralismo e della
imparzialità dell'informazione inviai al Parlamento un
messaggio nel luglio 2002, di fatto il mio unico, vero messaggio al
Parlamento. Nel quale sottolineai la necessità di avere una
carta stampata a più voci, forte economicamente, e quindi
l'importanza di avere una sua base anche di finanziamento
pubblicitario che è necessario, affidata a professionisti
validi.
Colgo questa occasione per rinnovare, a voi
tutti e soprattutto ai più giovani, il mio invito a leggere
la stampa, a coltivarla, ad amarla.
Roma, 30 marzo 2005
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L' Ufficio Stampa della Presidenza
della Repubblica rende noto il testo dell'intervento del
Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, in occasione
dell'incontro, al Palazzo del Quirinale, con una delegazione
dell'Osservatorio Permanente Giovani Editori:
Vi ho ricevuto con piacere perché
seguo con attenzione e convinto delle sue finalità quello
che la vostra Associazione persegue. L'educazione alla
lettura nasce in famiglia, nella scuola.
Per questo, avete tutto il mio sostegno per
iniziative come quelle promosse dall'Osservatorio Permanente
Giovani Editori attraverso Il Quotidiano in Classe .
Significa fare della lettura dei giornali una
componente strutturale del percorso didattico e formativo dei
nostri ragazzi. Il dottor Ceccherini ha parlato dell'ora di
educazione civica. Certamente, quale migliore educazione civica
può esservi che preparare i giovani a sapere leggere i
giornali, e attraverso la lettura dei giornali a conoscere il
paese, a esprimere opinioni, ad essere critici attraverso quella
curiosità che ho sempre ritenuto il fondamento della scuola?
La scuola l'ho sempre vista come il luogo nel quale ci si
rivolge all'insegnante con una serie di
"perché?". E l'insegnante deve inculcare
nei ragazzi il gusto dell'andare a fondo nelle cose.
I dati che avete appena citato confermano la
importanza e la validità del progetto. Un milione di
giovani, quarantamila classi delle medie superiori, 32 mila
insegnanti coinvolti. E' una iniziativa ormai di grandi
dimensioni, di impegno civile e culturale.
Oggi voi avete lanciato un ponte tra il mondo
giovanile, con le sue aspirazioni e la sua sete di conoscenza e il
mondo dell'editoria. State creando i lettori del futuro.
Gli ultimi dati sulla lettura dei quotidiani da
parte dei giovani ci confermano che negli ultimi due anni sono
infatti aumentati i lettori di quotidiani tra i 18 e i 24 anni,
mentre rimangono stabili i lettori tra i 14 e i 17 anni. Si
può ancora migliorare.
In particolare mi compiaccio del vostro
intendimento di allargare agli editori europei questa iniziativa.
E' leggendo e discutendo gli stessi giornali, le stesse
problematiche che nasce la comune identità europea. E'
importantissimo studiare le lingue straniere, leggere i giornali
europei, viaggiare, avere conoscenza del mondo per costruire la
competitività del futuro.
Sarebbe bello vedere un giorno edizioni di
supplementi comuni tra editori europei, nelle lingue europee, che
escano insieme, per porre le basi di una opinione pubblica europea
consapevole e appassionata.
Pensate quanto si avvantaggerebbe in questo
periodo il dibattito per la ratifica del Trattato costituzionale
europeo se ci fosse una maggiore circolarità di quello che
si pensa nei vari Paesi dell'intera Europa.
Leggere a scuola aiuta a formare il senso
critico e la conoscenza, ad accrescere le competenze professionali,
a tenersi informati attraverso la lettura dei giornali e Internet.
Tutti questi diversi canali di conoscenza vanno coltivati, non si
escludono l'un l'altro, per comprendere meglio
l'attualità, per confrontarsi in modo maturo con idee
e opinioni differenti, per ampliare i propri orizzonti
culturali.
Ma la lettura - di libri e giornali - resta un
osservatorio privilegiato sulla vita.
Concludo ricordando che ho sempre considerato la
carta stampata strumento essenziale per la libertà e la
democrazia nel quadro del pluralismo dei mezzi informativi. Per
questo, per sostenere la necessità del pluralismo e della
imparzialità dell'informazione inviai al Parlamento un
messaggio nel luglio 2002, di fatto il mio unico, vero messaggio al
Parlamento. Nel quale sottolineai la necessità di avere una
carta stampata a più voci, forte economicamente, e quindi
l'importanza di avere una sua base anche di finanziamento
pubblicitario che è necessario, affidata a professionisti
validi.
Colgo questa occasione per rinnovare, a voi
tutti e soprattutto ai più giovani, il mio invito a leggere
la stampa, a coltivarla, ad amarla.
Roma, 30 marzo 2005
