Messaggio del Presidente Ciampi al Presidente dello Stato di Israele Moshe Katsav
COMUNICATO
Il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha inviato al Presidente dello Stato di Israele Moshe Katsav, il seguente messaggio:
La notizia degli attentati di Beer Sheva che hanno causato tante vittime fra l'inerme popolazione civile ha suscitato in me sdegno e sgomento.
In questo momento di dolore per il Suo paese, tengo a farLe pervenire, rendendomi interprete anche della solidarietà del popolo italiano con il popolo israeliano, i miei sentimenti di esecrazione per questo nuovo atto di efferatezza.
L'offensiva del terrorismo, vasta e spietata, calpesta la coscienza civile e il comune sentire dei popoli.
Si potrà avere ragione dell'odio e della violenza solo con una risposta efficace nella prevenzione, ferma nella repressione, lungimirante nel salvaguardare le ragioni profonde del dialogo fra culture diverse.
Nel Mediterraneo, una millenaria storia di rapporti fra le grandi civiltà che si affacciano sulle sue sponde costituisce un comune retaggio. Esso rende la pacifica convivenza una meta obbligata, l'impegno per conseguirla una responsabilità condivisa.
Il percorso da seguire è segnato dai comuni valori imperniati sul rispetto della dignità di ogni persona umana, sulla reciproca comprensione, sulla volontà di collaborazione.
La via del dialogo e del negoziato resta l'unica per raggiungere una soluzione duratura al conflitto israelo-palestinese, che realizzi la convivenza di due stati entro confini certi e riconosciuti.
Con questi sentimenti, rinnovo a Lei e al popolo israeliano le espressioni del mio profondo cordoglio di cui La prego di farsi interprete anche con le famiglie delle vittime.
Roma, 31 agosto 2004
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Il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha inviato al Presidente dello Stato di Israele Moshe Katsav, il seguente messaggio:
La notizia degli attentati di Beer Sheva che hanno causato tante vittime fra l'inerme popolazione civile ha suscitato in me sdegno e sgomento.
In questo momento di dolore per il Suo paese, tengo a farLe pervenire, rendendomi interprete anche della solidarietà del popolo italiano con il popolo israeliano, i miei sentimenti di esecrazione per questo nuovo atto di efferatezza.
L'offensiva del terrorismo, vasta e spietata, calpesta la coscienza civile e il comune sentire dei popoli.
Si potrà avere ragione dell'odio e della violenza solo con una risposta efficace nella prevenzione, ferma nella repressione, lungimirante nel salvaguardare le ragioni profonde del dialogo fra culture diverse.
Nel Mediterraneo, una millenaria storia di rapporti fra le grandi civiltà che si affacciano sulle sue sponde costituisce un comune retaggio. Esso rende la pacifica convivenza una meta obbligata, l'impegno per conseguirla una responsabilità condivisa.
Il percorso da seguire è segnato dai comuni valori imperniati sul rispetto della dignità di ogni persona umana, sulla reciproca comprensione, sulla volontà di collaborazione.
La via del dialogo e del negoziato resta l'unica per raggiungere una soluzione duratura al conflitto israelo-palestinese, che realizzi la convivenza di due stati entro confini certi e riconosciuti.
Con questi sentimenti, rinnovo a Lei e al popolo israeliano le espressioni del mio profondo cordoglio di cui La prego di farsi interprete anche con le famiglie delle vittime.
Roma, 31 agosto 2004
