Messaggio del Presidente Ciampi al Presidente della Repubblica di Polonia in occasione del 60° anniversario della sollevazione di Varsavia
COMUNICATO
Il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha inviato al Presidente della Repubblica di Polonia Aleksander Kwasniewski, in occasione del sessantesimo anniversario della sollevazione di Varsavia, il seguente messaggio:
Un uomo della mia generazione non può non provare una profonda emozione nel sessantesimo anniversario della sollevazione di Varsavia.
Ricordo che l'eco di quella resistenza e di quel disperato coraggio giungeva attutito nell'Italia di allora, che si apprestava, anche grazie al contributo di migliaia di soldati polacchi, a riacquistare la propria libertà. Solo più tardi venimmo a conoscenza, in tutta la sua tragica grandezza, del martirio di un popolo e di una città.
Sessanta anni dopo la rivolta, le pagine scritte dagli uomini e dalle donne di Varsavia, dai partigiani del "Generale Bor", restano per le generazioni a venire il simbolo della tenace volontà di riaffermare, anche di fronte all'oppressione e alla barbarie, il diritto di ogni essere umano a vivere libero.
Nell'indirizzarLe queste parole di solidarietà e di ammirazione, sono lieto che la Polonia libera e democratica, figlia di quei terribili eventi, abbia finalmente ritrovato il posto che le compete nel consesso europeo. Essa potrà concorrere al consolidamento dell'Unione Europea e delle sue istituzioni fornendo un contributo concreto ed ispirato ai valori che una sparuta minoranza scelse di difendere in una lotta eroica e solitaria.
E' con questi sentimenti che desidero farLe pervenire il mio partecipe saluto in occasione delle celebrazioni dell'anniversario della sollevazione di Varsavia.
Roma, 31 luglio 2004
leggi tutto
Il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha inviato al Presidente della Repubblica di Polonia Aleksander Kwasniewski, in occasione del sessantesimo anniversario della sollevazione di Varsavia, il seguente messaggio:
Un uomo della mia generazione non può non provare una profonda emozione nel sessantesimo anniversario della sollevazione di Varsavia.
Ricordo che l'eco di quella resistenza e di quel disperato coraggio giungeva attutito nell'Italia di allora, che si apprestava, anche grazie al contributo di migliaia di soldati polacchi, a riacquistare la propria libertà. Solo più tardi venimmo a conoscenza, in tutta la sua tragica grandezza, del martirio di un popolo e di una città.
Sessanta anni dopo la rivolta, le pagine scritte dagli uomini e dalle donne di Varsavia, dai partigiani del "Generale Bor", restano per le generazioni a venire il simbolo della tenace volontà di riaffermare, anche di fronte all'oppressione e alla barbarie, il diritto di ogni essere umano a vivere libero.
Nell'indirizzarLe queste parole di solidarietà e di ammirazione, sono lieto che la Polonia libera e democratica, figlia di quei terribili eventi, abbia finalmente ritrovato il posto che le compete nel consesso europeo. Essa potrà concorrere al consolidamento dell'Unione Europea e delle sue istituzioni fornendo un contributo concreto ed ispirato ai valori che una sparuta minoranza scelse di difendere in una lotta eroica e solitaria.
E' con questi sentimenti che desidero farLe pervenire il mio partecipe saluto in occasione delle celebrazioni dell'anniversario della sollevazione di Varsavia.
Roma, 31 luglio 2004
