Messaggio del Presidente Ciampi al Presidente della Comunità Ebraica Romana, Dott. Leone Paserman per il centenario della costruzione del Tempio Maggiore di Roma
COMUNICATO
Il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha inviato
al Dott. Leone Paserman, Presidente della Comunità Ebraica
Romana, il seguente messaggio:
"Caro Presidente,
"nell'impossibilità di partecipare personalmente
alla cerimonia che si terrà in occasione delle celebrazioni
per il centenario della costruzione del Tempio Maggiore di Roma, La
prego di esprimere a tutti i partecipanti e a tutti i membri della
Comunità ebraica romana il mio vivo rammarico per questa
forzata assenza.
"La storia della comunità degli Ebrei romani
è antica quasi quanto la storia di Roma. Senza la presenza
viva di quella comunità la storia di Roma, la storia stessa
della civiltà occidentale sarebbero state diverse.
"In un arco di tempo bimillenario vi furono periodi di gloria e
di grandezza, periodi di indimenticate persecuzioni. L'epoca che
vide la costruzione del Tempio Maggiore romano fu un tempo di
riconciliazione e di incontro fra l'ebraismo romano e italiano e la
nuova Italia, unificata dall'epopea risorgimentale, in cui gli
Ebrei di ogni parte d'Italia ebbero parte rilevante.
"La conquista dell'uguaglianza dei diritti coincise per
gli Ebrei con la nascita di una nuova identità nazionale
italiana, alla quale gli Ebrei diedero un contributo culturale
significativo.
"L'infame persecuzione negli anni della dittatura, delle "leggi
razziali", e dell'occupazione nazista, che ebbe uno degli episodi
più atroci nella razzia dell'antico ghetto di Roma, ha
lasciato nella memoria della nuova Italia democratica un segno
incancellabile.
"L'opera dei Giusti che, a Roma come in ogni parte d'Italia,
agirono, a rischio della loro vita, per salvare ebrei minacciati
dallo sterminio, ha consentito che fosse sanata una ferita
profonda, permettendo all'ebraismo italiano, ricco delle sue
antiche tradizioni, di continuare a dare un significativo,
riconoscibile contributo alla vita della nostra società e
della nostra cultura.
"E' proprio di una società democratica favorire la
pacifica collaborazione, al suo interno, di distinte
identità regionali, sociali, culturali, religiose.
"Possa il felice inserimento nel grande mosaico della cultura e
della civiltà della nostra Patria di una comunità
ebraica italiana, memore della sua lunga storia, orgogliosa della
sua specificità, essere di esempio a tutti, in una
società dove debbono imparare a convivere in armonia, nel
rispetto dei valori della nostra democrazia, minoranze le
più diverse.
"Possa una nuova pace nella Regione mediterranea, teatro
della nostra lunga storia, dare a tutti serenità.
"Con spirito di fraterna amicizia, questo è il mio
augurio agli Ebrei romani e a tutti gli Ebrei italiani."
Roma, 23 maggio 2004
leggi tutto
Il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha inviato
al Dott. Leone Paserman, Presidente della Comunità Ebraica
Romana, il seguente messaggio:
"Caro Presidente,
"nell'impossibilità di partecipare personalmente
alla cerimonia che si terrà in occasione delle celebrazioni
per il centenario della costruzione del Tempio Maggiore di Roma, La
prego di esprimere a tutti i partecipanti e a tutti i membri della
Comunità ebraica romana il mio vivo rammarico per questa
forzata assenza.
"La storia della comunità degli Ebrei romani
è antica quasi quanto la storia di Roma. Senza la presenza
viva di quella comunità la storia di Roma, la storia stessa
della civiltà occidentale sarebbero state diverse.
"In un arco di tempo bimillenario vi furono periodi di gloria e
di grandezza, periodi di indimenticate persecuzioni. L'epoca che
vide la costruzione del Tempio Maggiore romano fu un tempo di
riconciliazione e di incontro fra l'ebraismo romano e italiano e la
nuova Italia, unificata dall'epopea risorgimentale, in cui gli
Ebrei di ogni parte d'Italia ebbero parte rilevante.
"La conquista dell'uguaglianza dei diritti coincise per
gli Ebrei con la nascita di una nuova identità nazionale
italiana, alla quale gli Ebrei diedero un contributo culturale
significativo.
"L'infame persecuzione negli anni della dittatura, delle "leggi
razziali", e dell'occupazione nazista, che ebbe uno degli episodi
più atroci nella razzia dell'antico ghetto di Roma, ha
lasciato nella memoria della nuova Italia democratica un segno
incancellabile.
"L'opera dei Giusti che, a Roma come in ogni parte d'Italia,
agirono, a rischio della loro vita, per salvare ebrei minacciati
dallo sterminio, ha consentito che fosse sanata una ferita
profonda, permettendo all'ebraismo italiano, ricco delle sue
antiche tradizioni, di continuare a dare un significativo,
riconoscibile contributo alla vita della nostra società e
della nostra cultura.
"E' proprio di una società democratica favorire la
pacifica collaborazione, al suo interno, di distinte
identità regionali, sociali, culturali, religiose.
"Possa il felice inserimento nel grande mosaico della cultura e
della civiltà della nostra Patria di una comunità
ebraica italiana, memore della sua lunga storia, orgogliosa della
sua specificità, essere di esempio a tutti, in una
società dove debbono imparare a convivere in armonia, nel
rispetto dei valori della nostra democrazia, minoranze le
più diverse.
"Possa una nuova pace nella Regione mediterranea, teatro
della nostra lunga storia, dare a tutti serenità.
"Con spirito di fraterna amicizia, questo è il mio
augurio agli Ebrei romani e a tutti gli Ebrei italiani."
Roma, 23 maggio 2004
