Messsggio del Presidente Ciampi al Presidente della Repubblica di Slovenia Janez Drnovsek
COMUNICATO
Il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha
inviato al Presidente della Repubblica di Slovenia, Janez Drnovek, il seguente
messaggio:
Il 1 maggio 2004 è un momento di gioia, di fiducia.
L'allargamento dell'Unione Europea a 25 Stati membri segna una tappa
fondamentale dell'integrazione e per i rapporti fra l'Italia e la Slovenia.
Il confine fra i nostri due Paesi, che l'amicizia e
collaborazione avevano già reso nel corso degli anni molto sottile, non è più
una barriera; con l'adesione della Slovenia allo spazio Schenghen sparirà
definitivamente; ne è prova l'abbattimento del muro divisorio fra le città
confinarie di Gorizia e Nova Gorica.
Accomunati dalla prossimità geografica e dal retaggio
storico, l'Italia e la Slovenia trovano nell'Unione Europea le ragioni di un
partenariato fondato sulla fiducia reciproca, sul rigetto degli egoismi, su
comuni interessi, su regole condivise: soprattutto sul rafforzamento delle
istituzioni comunitarie.
Non vi è tempo per riposare sugli allori.
L'allargamento dell'Unione non rappresenta un punto di
arrivo, bensì una tappa cruciale di un lungo, costante cammino verso
l'unificazione politica dell'Europa.
Per consolidare i successi dell'integrazione è necessario
far avanzare il progetto di democrazia, di libertà, di pace al quale gli
europei hanno affidato il loro futuro.
La Costituzione europea, attesa per il prossimo mese di
giugno, sarà il segnale che l'Unione Europea intende operare con pienezza di
rappresentanza e di poteri.
Siamo ormai compartecipi di un modello di convivenza in cui
la pluralità culturale arricchisce il ruolo delle minoranze nella sacrosanta
tutela della propria identità e nella capacità di stimolare il dialogo.
La realtà europea unitaria ci sollecita a creare durature
basi di collaborazione, culturale ed economica, per le generazioni future.
Innanzi tutto nell'Adriatico, dove uno sforzo congiunto
dell'Italia, della Slovenia e degli altri Paesi rivieraschi, potrà consolidare
un'area di rafforzata stabilità, di dialogo e di convivenza fra le culture che
vi si sono affacciate per secoli.
Lo sviluppo di proficue attività nelle infrastrutture di
trasporto e portuali, nel settore scientifico, nella sicurezza della
navigazione, nell'ambiente, nella lotta alla criminalità consentirà di
trasformare il bacino adriatico in un luogo d'incontro fra aree affini e
complementari.
Nei Balcani l'Italia e la Slovenia condividono, nell'Unione
Europea, la responsabilità di incoraggiare una stabilità fondata sul rigetto
delle tentazioni monoetniche, su un'autentica adesione al rispetto della persona
umana e della diversità culturale, sulla volontà di cooperazione fra gli Stati
balcanici che si avvicinano, nel loro cammino di democrazia, all'Unione Europea.
Insieme, i nostri due Paesi potranno concorrere
significativamente al consolidamento di un'autentica cittadinanza europea, al
pieno dispiegamento delle potenzialità che l'allargamento dell'Unione offre.
Il rapporto italo-sloveno potrà diventare esemplare di
un'Europa non solo libera dalle barriere materiali che per decenni l'hanno
tenuta divisa, ma anche scevra dei residui dei vecchi nazionalismi.
Un'Europa autenticamente integrata, dinamica, capace di
rispondere alle esigenze di sicurezza e di progresso economico dei suoi
cittadini, potrà contribuire efficacemente ad affrontare le gravi sfide che si
presentano sulla scena mondiale.
Roma, 30 aprile 2004
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Il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha
inviato al Presidente della Repubblica di Slovenia, Janez Drnovek, il seguente
messaggio:
Il 1 maggio 2004 è un momento di gioia, di fiducia.
L'allargamento dell'Unione Europea a 25 Stati membri segna una tappa
fondamentale dell'integrazione e per i rapporti fra l'Italia e la Slovenia.
Il confine fra i nostri due Paesi, che l'amicizia e
collaborazione avevano già reso nel corso degli anni molto sottile, non è più
una barriera; con l'adesione della Slovenia allo spazio Schenghen sparirà
definitivamente; ne è prova l'abbattimento del muro divisorio fra le città
confinarie di Gorizia e Nova Gorica.
Accomunati dalla prossimità geografica e dal retaggio
storico, l'Italia e la Slovenia trovano nell'Unione Europea le ragioni di un
partenariato fondato sulla fiducia reciproca, sul rigetto degli egoismi, su
comuni interessi, su regole condivise: soprattutto sul rafforzamento delle
istituzioni comunitarie.
Non vi è tempo per riposare sugli allori.
L'allargamento dell'Unione non rappresenta un punto di
arrivo, bensì una tappa cruciale di un lungo, costante cammino verso
l'unificazione politica dell'Europa.
Per consolidare i successi dell'integrazione è necessario
far avanzare il progetto di democrazia, di libertà, di pace al quale gli
europei hanno affidato il loro futuro.
La Costituzione europea, attesa per il prossimo mese di
giugno, sarà il segnale che l'Unione Europea intende operare con pienezza di
rappresentanza e di poteri.
Siamo ormai compartecipi di un modello di convivenza in cui
la pluralità culturale arricchisce il ruolo delle minoranze nella sacrosanta
tutela della propria identità e nella capacità di stimolare il dialogo.
La realtà europea unitaria ci sollecita a creare durature
basi di collaborazione, culturale ed economica, per le generazioni future.
Innanzi tutto nell'Adriatico, dove uno sforzo congiunto
dell'Italia, della Slovenia e degli altri Paesi rivieraschi, potrà consolidare
un'area di rafforzata stabilità, di dialogo e di convivenza fra le culture che
vi si sono affacciate per secoli.
Lo sviluppo di proficue attività nelle infrastrutture di
trasporto e portuali, nel settore scientifico, nella sicurezza della
navigazione, nell'ambiente, nella lotta alla criminalità consentirà di
trasformare il bacino adriatico in un luogo d'incontro fra aree affini e
complementari.
Nei Balcani l'Italia e la Slovenia condividono, nell'Unione
Europea, la responsabilità di incoraggiare una stabilità fondata sul rigetto
delle tentazioni monoetniche, su un'autentica adesione al rispetto della persona
umana e della diversità culturale, sulla volontà di cooperazione fra gli Stati
balcanici che si avvicinano, nel loro cammino di democrazia, all'Unione Europea.
Insieme, i nostri due Paesi potranno concorrere
significativamente al consolidamento di un'autentica cittadinanza europea, al
pieno dispiegamento delle potenzialità che l'allargamento dell'Unione offre.
Il rapporto italo-sloveno potrà diventare esemplare di
un'Europa non solo libera dalle barriere materiali che per decenni l'hanno
tenuta divisa, ma anche scevra dei residui dei vecchi nazionalismi.
Un'Europa autenticamente integrata, dinamica, capace di
rispondere alle esigenze di sicurezza e di progresso economico dei suoi
cittadini, potrà contribuire efficacemente ad affrontare le gravi sfide che si
presentano sulla scena mondiale.
Roma, 30 aprile 2004
