Testo del discorso del Presidente Ciampi in occasione dell'Incontro con il Consiglio Direttivo di Pubblicità Progresso ed i promotori della campagna in favore dei disabili: "E Allora?"
COMUNICATO
L'Ufficio Stampa della Presidenza della Repubblica rende
noto il testo dell'intervento del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio
Ciampi, in occasione dell'incontro con il Consiglio Direttivo di Pubblicità
Progresso ed i promotori della campagna sociale multimediale in favore dei
disabili: "E Allora?":
Vi ringrazio di questo incontro, per le immagini
commoventi che mi avete presentato, per questa bella campagna sull'integrazione
sociale di coloro che hanno dei problemi di disabilità ma che operano, si
impegnano, ci insegnano - come dice la campagna - "il bello della
vita". Mi ha colpito la loro serenità. Ci danno un esempio. Voglio
complimentarmi con il maestro Dalla, per il suo impegno sociale: ebbi modo di
appezzarlo già sei mesi fa in occasione dell'inizio dell'anno scolastico. Mi
complimento con tutti coloro che hanno sentito il dovere di partecipare a una
iniziativa così positiva.
Pubblicità Progresso è una realtà importante. Essa
rappresenta anche un momento di unità di tutto il sistema televisivo. Richiama
con forza alla responsabilità sociale del comunicatore e dei mezzi di
comunicazione.
Le vostre campagne non negano o minimizzano i problemi
della nostra società ma, lo ripeto, li affrontano con serenità. Come è
proprio di una società matura, consapevole che non tutto è facile, che si può
e si deve continuare a progredire, materialmente e moralmente. Per progredire
c'è bisogno di tutte le energie disponibili, c'è bisogno di un forte
sentimento di unità tra gli italiani.
Le campagne di pubblicità sociale servono non solo per i
problemi specifici che affrontano, sono importanti per sé stesse perché
diffondono l'idea che esiste un bene comune, che deve essere perseguito e che
ciascuno ha la possibilità di fare qualcosa, di collaborare concretamente.
Il volontariato è rispettato dai cittadini, è guardato
con ammirazione, proprio perché risponde a questo bisogno naturale, a questo
sentimento diffuso di comunità.
"Comunità" richiama il concetto di
"fiducia": fiducia dei singoli cittadini nei confronti degli altri
cittadini; fiducia dei cittadini verso le istituzioni, verso la comunità;
fiducia di ciascuno nel proprio futuro, nel proprio progetto di vita individuale
e collettiva.
C'è una domanda che arriva sempre più forte dalla gente:
superare le fratture "orizzontali", che ostacolano la collaborazione
fra cittadini; superare la contrapposizione "verticale" tra cittadini
e istituzioni.
In una parola, occorre avere fiducia in noi stessi,
nell'operare collettivo.
La fiducia è essenziale per la vitalità dell'economia,
fiducia dei risparmiatori verso il sistema finanziario, fiducia delle banche
verso le imprese.
Altrimenti si rischia - alcune vicende recenti lo dimostrano
- di fare inaridire il flusso finanziario che alimenta gli investimenti, che è
necessario per la ripresa che tutti aspettiamo. Questo impone saggezza, rispetto
delle regole deontologiche in tutti coloro che esercitano pubbliche funzioni.
Insisto sempre sul concetto di fiducia perché essa
rappresenta un bene pubblico primario: è dovere delle istituzioni alimentarla,
rafforzarla.
Leggo in ricerche da voi stessi prodotte che tende a
serpeggiare tra i giovani un senso di rassegnazione, che non sono infrequenti
comportamenti ripiegati sul presente.
Le generazioni più giovani hanno grandi possibilità,
offerte dalle tecnologie, dalla conoscenza delle lingue, dalla libertà di
movimento, che è enormemente superiore a quella delle generazioni precedenti.
Non c'è motivo perché si affievolisca in loro la
"speranza".
Il nostro dovere è costruire le condizioni della speranza,
lanciare idee, proporre sfide alle quali i giovani possano rispondere,
mettendosi alla prova. Il volontariato, il servizio civile, il servizio
volontario nelle forze armate, tutte le forme possibili di impegno nella
società e nelle istituzioni vanno favorite, rafforzate, diffuse sul territorio.
Grazie per quello che fate, e complimenti per questa
bellissima, emozionante, campagna di comunicazione sociale.
Roma, 27 febbraio 2004
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L'Ufficio Stampa della Presidenza della Repubblica rende
noto il testo dell'intervento del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio
Ciampi, in occasione dell'incontro con il Consiglio Direttivo di Pubblicità
Progresso ed i promotori della campagna sociale multimediale in favore dei
disabili: "E Allora?":
Vi ringrazio di questo incontro, per le immagini
commoventi che mi avete presentato, per questa bella campagna sull'integrazione
sociale di coloro che hanno dei problemi di disabilità ma che operano, si
impegnano, ci insegnano - come dice la campagna - "il bello della
vita". Mi ha colpito la loro serenità. Ci danno un esempio. Voglio
complimentarmi con il maestro Dalla, per il suo impegno sociale: ebbi modo di
appezzarlo già sei mesi fa in occasione dell'inizio dell'anno scolastico. Mi
complimento con tutti coloro che hanno sentito il dovere di partecipare a una
iniziativa così positiva.
Pubblicità Progresso è una realtà importante. Essa
rappresenta anche un momento di unità di tutto il sistema televisivo. Richiama
con forza alla responsabilità sociale del comunicatore e dei mezzi di
comunicazione.
Le vostre campagne non negano o minimizzano i problemi
della nostra società ma, lo ripeto, li affrontano con serenità. Come è
proprio di una società matura, consapevole che non tutto è facile, che si può
e si deve continuare a progredire, materialmente e moralmente. Per progredire
c'è bisogno di tutte le energie disponibili, c'è bisogno di un forte
sentimento di unità tra gli italiani.
Le campagne di pubblicità sociale servono non solo per i
problemi specifici che affrontano, sono importanti per sé stesse perché
diffondono l'idea che esiste un bene comune, che deve essere perseguito e che
ciascuno ha la possibilità di fare qualcosa, di collaborare concretamente.
Il volontariato è rispettato dai cittadini, è guardato
con ammirazione, proprio perché risponde a questo bisogno naturale, a questo
sentimento diffuso di comunità.
"Comunità" richiama il concetto di
"fiducia": fiducia dei singoli cittadini nei confronti degli altri
cittadini; fiducia dei cittadini verso le istituzioni, verso la comunità;
fiducia di ciascuno nel proprio futuro, nel proprio progetto di vita individuale
e collettiva.
C'è una domanda che arriva sempre più forte dalla gente:
superare le fratture "orizzontali", che ostacolano la collaborazione
fra cittadini; superare la contrapposizione "verticale" tra cittadini
e istituzioni.
In una parola, occorre avere fiducia in noi stessi,
nell'operare collettivo.
La fiducia è essenziale per la vitalità dell'economia,
fiducia dei risparmiatori verso il sistema finanziario, fiducia delle banche
verso le imprese.
Altrimenti si rischia - alcune vicende recenti lo dimostrano
- di fare inaridire il flusso finanziario che alimenta gli investimenti, che è
necessario per la ripresa che tutti aspettiamo. Questo impone saggezza, rispetto
delle regole deontologiche in tutti coloro che esercitano pubbliche funzioni.
Insisto sempre sul concetto di fiducia perché essa
rappresenta un bene pubblico primario: è dovere delle istituzioni alimentarla,
rafforzarla.
Leggo in ricerche da voi stessi prodotte che tende a
serpeggiare tra i giovani un senso di rassegnazione, che non sono infrequenti
comportamenti ripiegati sul presente.
Le generazioni più giovani hanno grandi possibilità,
offerte dalle tecnologie, dalla conoscenza delle lingue, dalla libertà di
movimento, che è enormemente superiore a quella delle generazioni precedenti.
Non c'è motivo perché si affievolisca in loro la
"speranza".
Il nostro dovere è costruire le condizioni della speranza,
lanciare idee, proporre sfide alle quali i giovani possano rispondere,
mettendosi alla prova. Il volontariato, il servizio civile, il servizio
volontario nelle forze armate, tutte le forme possibili di impegno nella
società e nelle istituzioni vanno favorite, rafforzate, diffuse sul territorio.
Grazie per quello che fate, e complimenti per questa
bellissima, emozionante, campagna di comunicazione sociale.
Roma, 27 febbraio 2004
