Messaggio del Presidente Ciampi a Sua Santità Giovanni Paolo II in occasione della Giornata Mondiale della Pace
COMUNICATO
Il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha
inviato a Sua Santità, Giovanni Paolo II, il seguente messaggio:
Santità,
ho letto con profonda partecipazione il Suo messaggio per la
celebrazione della Giornata Mondiale della Pace: l'ho ricollegato subito alle
Sue precedenti, autorevoli esortazioni a porre il diritto, come requisito di una
convivenza duratura, al centro dei rapporti tra i popoli.
Il diritto internazionale fa parte da tempo delle nostre
coscienze: rimane però molta strada perché esso si trasformi in un riferimento
essenziale nella vita delle nazioni ed in compiute norme di comportamento.
La memoria della lenta, costante affermazione del diritto
internazionale nelle relazioni fra gli Stati e la consapevolezza dell'enorme
maturazione seguita a due terribili guerre fratricide del XX secolo, ci devono
sorreggere nel convincimento che le istituzioni multilaterali possono operare
con sempre maggiore incisività e progredire ancora in termini di coerenza e
buona volontà.
Ritengo quindi fondamentale il Suo rinnovato richiamo ad un
sistema internazionale che tragga alimento dall'autorevolezza e dalla certezza
dei principi e delle regole.
Gli eventi internazionali sono incalzanti. Solo la
determinazione degli Stati di lavorare insieme, la costanza dei comportamenti,
la trasparenza del linguaggio, il rispetto degli impegni assunti consolideranno
un ordine internazionale fondato sulla dignità della persona umana.
Santità,
il XXI secolo ci pone di fronte ad un impegno di grande
portata: fare crescere la convinzione che solo il diritto e non la sopraffazione
o lo scontro può dare speranza e fiducia alla comunità internazionale.
Per questa ragione, il Suo incitamento a perfezionare il
sistema di sicurezza collettiva imperniato sulle Nazioni Unite trova la mia
convinta adesione.
Nel confermarLe il mio apprezzamento per il Suo instancabile
impegno per un miglioramento delle relazioni fra i popoli e sicuro di
interpretare i sentimenti profondi del popolo italiano, Le rivolgo, Santità, un
augurio fervido e sincero per la prosecuzione del Suo apostolato nel mondo.
Con animo devoto.
Roma, 2 gennaio 2004
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Il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha
inviato a Sua Santità, Giovanni Paolo II, il seguente messaggio:
Santità,
ho letto con profonda partecipazione il Suo messaggio per la
celebrazione della Giornata Mondiale della Pace: l'ho ricollegato subito alle
Sue precedenti, autorevoli esortazioni a porre il diritto, come requisito di una
convivenza duratura, al centro dei rapporti tra i popoli.
Il diritto internazionale fa parte da tempo delle nostre
coscienze: rimane però molta strada perché esso si trasformi in un riferimento
essenziale nella vita delle nazioni ed in compiute norme di comportamento.
La memoria della lenta, costante affermazione del diritto
internazionale nelle relazioni fra gli Stati e la consapevolezza dell'enorme
maturazione seguita a due terribili guerre fratricide del XX secolo, ci devono
sorreggere nel convincimento che le istituzioni multilaterali possono operare
con sempre maggiore incisività e progredire ancora in termini di coerenza e
buona volontà.
Ritengo quindi fondamentale il Suo rinnovato richiamo ad un
sistema internazionale che tragga alimento dall'autorevolezza e dalla certezza
dei principi e delle regole.
Gli eventi internazionali sono incalzanti. Solo la
determinazione degli Stati di lavorare insieme, la costanza dei comportamenti,
la trasparenza del linguaggio, il rispetto degli impegni assunti consolideranno
un ordine internazionale fondato sulla dignità della persona umana.
Santità,
il XXI secolo ci pone di fronte ad un impegno di grande
portata: fare crescere la convinzione che solo il diritto e non la sopraffazione
o lo scontro può dare speranza e fiducia alla comunità internazionale.
Per questa ragione, il Suo incitamento a perfezionare il
sistema di sicurezza collettiva imperniato sulle Nazioni Unite trova la mia
convinta adesione.
Nel confermarLe il mio apprezzamento per il Suo instancabile
impegno per un miglioramento delle relazioni fra i popoli e sicuro di
interpretare i sentimenti profondi del popolo italiano, Le rivolgo, Santità, un
augurio fervido e sincero per la prosecuzione del Suo apostolato nel mondo.
Con animo devoto.
Roma, 2 gennaio 2004
