Intervento del Presidente Ciampi in occasione della cerimonia di consegna del Premio Nazionale della Solidarietà 2003 "Luciano Tavazza"
COMUNICATO
L'Ufficio Stampa della Presidenza della Repubblica rende
noto il testo dell'intervento del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio
Ciampi in occasione della cerimonia, svoltasi al Quirinale, della consegna del
Premio Nazionale della Solidarietà 2003 "Luciano Tavazza", promosso
dalla Fondazione Italiana per il Volontariato e dalla Rivista del Volontariato:
"Caro Dottor Santini,
Cari Premiati dalla Fondazione italiana per il Volontariato,
Signore e Signori
sono lieto e orgoglioso di incontrare il volontariato
italiano qui oggi, in giornate segnate dal lutto recente per i nostri soldati,
che definirei "volontari speciali".
I premi che avete istituito, destinati ad iniziative
pubbliche e private di vera e attenta solidarietà ed educazione al rispetto
degli altri, sono la più bella espressione di una parte dell'identità
italiana, della capacità di operare all'interno della realtà con l'intento di
migliorarla.
Il mondo del volontariato opera in silenzio, con generosa
professionalità e spirito di servizio: oggi ho consegnato ad alcuni di voi le
onorificenze al merito della Repubblica Italiana, simbolo dell'attenzione e
dell'interesse con i quali vi seguo.
Le radici del volontariato sono antiche, affondano in
tradizioni per lo più religiose, ma non mancano quelle laiche: in Europa, il
volontariato nasce sul tronco della religiosità cristiana, arricchito dai
contributi delle più avanzate democrazie.
Le Organizzazioni non governative si sono moltiplicate e
operano in tutti i paesi del mondo. Il confine tra volontariato e missione di
pace è molto sottile: tutti sono animati dallo stesso spirito di solidarietà,
rispetto, collaborazione.
Sappiamo come siano presenti anche a rischio della propria
vita; abbiamo pianto recentemente Annalena Tonelli, in Somalia e Marco Beci in
Irak, l'operatore umanitario caduto nella strage di Nassiriya.
Oggi sono qui presenti e ho avuto il piacere di insignirli
di onorificenze dell'OMRI, Don Elio Sommavilla, un geologo che con
"Water for life" ha fondato un villaggio in Somalia; Dominique
Corti che continua a gestire l'Ospedale più grande in Uganda fondato dai
suoi genitori; padre Francesco Biseglia, medico e missionario che ha
operato in Africa; Suor Margaret Okereke che è venuta dalla Nigeria per
assistere le ragazze nigeriane, vittime del racket della prostituzione; e poi Maria
Teresa Tavassi responsabile dei servizi sociali della Caritas, Paola
Lamartina e don Gaetano Galia, attivi nell'accoglienza di ragazze
madri e di bambini abbandonati.
Credo nel volontariato, nella capacità dei volontari di
essere flessibili e attenti a quelle esigenze dei cittadini alle quali lo Stato
non può sopperire.
Da anni, ribadisco questo concetto: lo Stato deve
assicurare la base dell'assistenza, creare una sorta di zoccolo duro, ma è la
rete del volontariato che può comprendere, selezionare e soddisfare le
ulteriori domande e integrare così l'azione pubblica.
Raccomando sempre nella gestione delle risorse il rispetto
del criterio della economicità. Compito delle ONLUS è quello di gestire nel
migliore di modi le somme che vengono loro affidate. Per ogni unità di risorse
bisogna ottenere il massimo rendimento, per la più ampia soddisfazione dei
bisogni e per rispetto di chi partecipa con la sua offerta di fondi.
I criteri di economicità saranno tanto più rispettati
quanto più vi confronterete con altre esperienze simili potendo così
migliorare la vostra organizzazione interna.
Durante il mio viaggio in Italia ho incontrato in molte
città il mondo del volontariato vivo, attento, partecipe, dove la presenza
degli adulti era prevalente. Vorrei incoraggiare i giovani verso questa
esperienza. Ora che la chiamata alla leva non sarà più obbligatoria il
servizio civile è l'alternativa valida sia per un servizio alla comunità sia
per la propria formazione. Si getteranno così le basi per un futuro sociale di
solidarietà affidato alle giovani generazioni che hanno bisogno di ideali.
Lo spirito di servizio del volontariato è fra gli ideali
più alti che si possano offrire alla gioventù; voi ne siete i testimoni: senza
il volontariato la società sarebbe più povera, più arida, meno umana.
Sono da elogiare tutte le iniziative che si preoccupano di
raccogliere fondi per aiutare il volontariato e tutti i cittadini che offrono il
loro contributo. Il vero volontariato è nell'offrire il proprio tempo, mettere
a disposizione degli altri ore della propria vita, l'esperienza, la capacità di
ascolto, il dialogo; saper dividere con chi soffre un po' di noi stessi, l'amore
che è in noi.
Con questi sentimenti vi saluto e vi ringrazio per quello
che avete fatto e che continuerete a fare".
Roma, 24 novembre 2003
leggi tutto
L'Ufficio Stampa della Presidenza della Repubblica rende
noto il testo dell'intervento del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio
Ciampi in occasione della cerimonia, svoltasi al Quirinale, della consegna del
Premio Nazionale della Solidarietà 2003 "Luciano Tavazza", promosso
dalla Fondazione Italiana per il Volontariato e dalla Rivista del Volontariato:
"Caro Dottor Santini,
Cari Premiati dalla Fondazione italiana per il Volontariato,
Signore e Signori
sono lieto e orgoglioso di incontrare il volontariato
italiano qui oggi, in giornate segnate dal lutto recente per i nostri soldati,
che definirei "volontari speciali".
I premi che avete istituito, destinati ad iniziative
pubbliche e private di vera e attenta solidarietà ed educazione al rispetto
degli altri, sono la più bella espressione di una parte dell'identità
italiana, della capacità di operare all'interno della realtà con l'intento di
migliorarla.
Il mondo del volontariato opera in silenzio, con generosa
professionalità e spirito di servizio: oggi ho consegnato ad alcuni di voi le
onorificenze al merito della Repubblica Italiana, simbolo dell'attenzione e
dell'interesse con i quali vi seguo.
Le radici del volontariato sono antiche, affondano in
tradizioni per lo più religiose, ma non mancano quelle laiche: in Europa, il
volontariato nasce sul tronco della religiosità cristiana, arricchito dai
contributi delle più avanzate democrazie.
Le Organizzazioni non governative si sono moltiplicate e
operano in tutti i paesi del mondo. Il confine tra volontariato e missione di
pace è molto sottile: tutti sono animati dallo stesso spirito di solidarietà,
rispetto, collaborazione.
Sappiamo come siano presenti anche a rischio della propria
vita; abbiamo pianto recentemente Annalena Tonelli, in Somalia e Marco Beci in
Irak, l'operatore umanitario caduto nella strage di Nassiriya.
Oggi sono qui presenti e ho avuto il piacere di insignirli
di onorificenze dell'OMRI, Don Elio Sommavilla, un geologo che con
"Water for life" ha fondato un villaggio in Somalia; Dominique
Corti che continua a gestire l'Ospedale più grande in Uganda fondato dai
suoi genitori; padre Francesco Biseglia, medico e missionario che ha
operato in Africa; Suor Margaret Okereke che è venuta dalla Nigeria per
assistere le ragazze nigeriane, vittime del racket della prostituzione; e poi Maria
Teresa Tavassi responsabile dei servizi sociali della Caritas, Paola
Lamartina e don Gaetano Galia, attivi nell'accoglienza di ragazze
madri e di bambini abbandonati.
Credo nel volontariato, nella capacità dei volontari di
essere flessibili e attenti a quelle esigenze dei cittadini alle quali lo Stato
non può sopperire.
Da anni, ribadisco questo concetto: lo Stato deve
assicurare la base dell'assistenza, creare una sorta di zoccolo duro, ma è la
rete del volontariato che può comprendere, selezionare e soddisfare le
ulteriori domande e integrare così l'azione pubblica.
Raccomando sempre nella gestione delle risorse il rispetto
del criterio della economicità. Compito delle ONLUS è quello di gestire nel
migliore di modi le somme che vengono loro affidate. Per ogni unità di risorse
bisogna ottenere il massimo rendimento, per la più ampia soddisfazione dei
bisogni e per rispetto di chi partecipa con la sua offerta di fondi.
I criteri di economicità saranno tanto più rispettati
quanto più vi confronterete con altre esperienze simili potendo così
migliorare la vostra organizzazione interna.
Durante il mio viaggio in Italia ho incontrato in molte
città il mondo del volontariato vivo, attento, partecipe, dove la presenza
degli adulti era prevalente. Vorrei incoraggiare i giovani verso questa
esperienza. Ora che la chiamata alla leva non sarà più obbligatoria il
servizio civile è l'alternativa valida sia per un servizio alla comunità sia
per la propria formazione. Si getteranno così le basi per un futuro sociale di
solidarietà affidato alle giovani generazioni che hanno bisogno di ideali.
Lo spirito di servizio del volontariato è fra gli ideali
più alti che si possano offrire alla gioventù; voi ne siete i testimoni: senza
il volontariato la società sarebbe più povera, più arida, meno umana.
Sono da elogiare tutte le iniziative che si preoccupano di
raccogliere fondi per aiutare il volontariato e tutti i cittadini che offrono il
loro contributo. Il vero volontariato è nell'offrire il proprio tempo, mettere
a disposizione degli altri ore della propria vita, l'esperienza, la capacità di
ascolto, il dialogo; saper dividere con chi soffre un po' di noi stessi, l'amore
che è in noi.
Con questi sentimenti vi saluto e vi ringrazio per quello
che avete fatto e che continuerete a fare".
Roma, 24 novembre 2003
