Dichiarazione del Presidente Ciampi sul tema della violenza negli stadi
COMUNICATO
L'Ufficio Stampa della Presidenza della Repubblica rende
noto il testo della dichiarazione del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio
Ciampi sul tema della violenza negli stadi:
Sono un appassionato di calcio da sempre.
Sabato scorso, come tanti italiani, ho visto quelle immagini
che avrei preferito non vedere, l'aggressione contro i tifosi di un'altra
squadra, contro le forze dell'ordine che stavano facendo il loro dovere.
Purtroppo non è la prima volta, perché anche in altre
città e in altri stadi abbiamo assistito dentro e fuori dagli stadi ad episodi
di questo genere.
Alla vigilia di una nuova giornata del campionato, io rivolgo
a tutti gli sportivi veri, alle società, alle organizzazioni calcistiche,
l'invito a far tutto il possibile per isolare questi violenti. Ricordiamo che la
violenza dell'altro giorno non solamente ha portato discredito al Paese, ma ha
portato lutto, ed è una cosa inaccettabile che un giovane di vent'anni abbia
perso la vita in simili circostanze.
Mi sento veramente vicino allo strazio della famiglia.
L'auspicio è che si possa tornare agli stadi per vedere in
pace partite di calcio leali, possibilmente anche con un bel gioco, come è
nelle tradizioni del glorioso sport italiano.
Fare il tifo è una cosa normale, ma non con violenza.
Roma, 26 settembre 2003
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L'Ufficio Stampa della Presidenza della Repubblica rende
noto il testo della dichiarazione del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio
Ciampi sul tema della violenza negli stadi:
Sono un appassionato di calcio da sempre.
Sabato scorso, come tanti italiani, ho visto quelle immagini
che avrei preferito non vedere, l'aggressione contro i tifosi di un'altra
squadra, contro le forze dell'ordine che stavano facendo il loro dovere.
Purtroppo non è la prima volta, perché anche in altre
città e in altri stadi abbiamo assistito dentro e fuori dagli stadi ad episodi
di questo genere.
Alla vigilia di una nuova giornata del campionato, io rivolgo
a tutti gli sportivi veri, alle società, alle organizzazioni calcistiche,
l'invito a far tutto il possibile per isolare questi violenti. Ricordiamo che la
violenza dell'altro giorno non solamente ha portato discredito al Paese, ma ha
portato lutto, ed è una cosa inaccettabile che un giovane di vent'anni abbia
perso la vita in simili circostanze.
Mi sento veramente vicino allo strazio della famiglia.
L'auspicio è che si possa tornare agli stadi per vedere in
pace partite di calcio leali, possibilmente anche con un bel gioco, come è
nelle tradizioni del glorioso sport italiano.
Fare il tifo è una cosa normale, ma non con violenza.
Roma, 26 settembre 2003
