Testo dell'intervento del Presidente Ciampi durante l'incontro con una delegazione di Giudici e Avvocati Generali della Corte di Giustizia delle Comunità Europee
COMUNICATO
L'Ufficio Stampa della Presidenza della Repubblica rende noto il testo
dell'intervento del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi durante
l'incontro con il Presidente della Corte costituzionale, Dott. Riccardo Chieppa,
il Presidente della Corte di Giustizia delle Comunità Europee, Gil Carlos
Rodriguez-Iglesias, e una delegazione di Giudici e Avvocati Generali della Corte
di Giustizia delle Comunità Europee:
Signor Presidente della Corte di Giustizia delle Comunità europee,
Signori Presidenti della Corte costituzionale,
della Corte Suprema di Cassazione,
del Consiglio di Stato e della Corte dei conti,
Signori Giudici e Avvocati,
apprezzo le Sue parole di compiacimento, Signor Presidente della Corte di
Giustizia delle Comunità europee, per la recente introduzione nella Carta
Costituzionale italiana dell'articolo 117, comma primo, che assegna al diritto
delle Comunità una posizione di centralità nell'ottica della piena
integrazione con quello italiano dell'ordinamento comunitario. Tale disposizione
costituisce la consacrazione a livello costituzionale del lungo cammino percorso
dalla giurisprudenza comunitaria e nazionale. Alla Corte di giustizia si deve il
merito storico di aver affermato, sin dagli anni sessanta, il principio della
integrazione fra il diritto dei Trattati delle Comunità europee e il diritto
comunitario, da un lato, e l'ordinamento interno degli Stati membri dall'altro.
La Corte ha avuto modo di affermare i principi basilari dell'Unione europea e,
in particolar modo, il principio della primazia del diritto comunitario, così
rendendolo vincolante rispetto agli Stati membri, alle istituzioni comunitarie
ed ai singoli. Il riconoscimento e la tutela dei diritti dei singoli cittadini
dell'Unione in virtù delle norme comunitarie di diretta applicazione, quali
regolamenti e direttive autoapplicative, hanno costituito un risultato meritorio
da attribuire alla significativa attività giurisdizionale della Corte.
Mi vien fatto di pensare alla storica sentenza Francovich, in cui la Corte ha
riconosciuto il diritto alla tutela risarcitoria del danno derivante dal mancato
recepimento di determinate direttive, così come alle numerose pronunce in cui
si è affermata la indispensabilità di un giusto e rapido processo e del
diritto a una tutela giurisdizionale, piena ed effettiva, sia a livello
comunitario sia a livello nazionale. La rapidità e l'effettività della
giustizia sono valori nei quali ho sempre creduto e credo fermamente.
Il principio di effettività della tutela giudiziaria affermato a più riprese
dalla Corte sta contribuendo significativamente a creare un insieme di rimedi
giurisdizionali all'interno degli Stati membri, ispirato al principio secondo
cui i sistemi nazionali devono essere tali da non rendere eccessivamente gravoso
l'esercizio dei diritti attribuiti al singolo dalle norme comunitarie.
La Corte è infatti investita dell'altissimo compito di assicurare il rispetto
del diritto nell'interpretazione e nell'applicazione della Costituzione, com'è
espressamente indicato nel progetto della Costituzione stessa. Sul tema di
primaria importanza delle interrelazioni tra la Costituzione italiana e quella
che sarà presto, com'è nell'auspicio di molti, la Costituzione europea,
proprio questa mattina si è svolta a Roma la prima di due giornate di
riflessione promosse dalla prestigiosa Accademia Nazionale dei Lincei, che ha
visto e vedrà domani la partecipazione di alcuni tra i più grandi studiosi
italiani del diritto costituzionale.
La Corte di Giustizia ha il merito di avere impostato ed esercitato una preziosa
opera di interlocutore privilegiato nel raccordo fra ordinamenti nazionali e
diritto comunitario. Ciò ha portato ad un significativo e progressivo processo
di coordinamento dei sistemi di tutela giurisdizionale degli Stati, con la
creazione, nell'ambito degli ordinamenti nazionali, di rimedi sempre più
efficaci in favore dei cittadini.
Anche per questo motivo seguo con attenzione la delicata attività affidata alla
Corte in ordine alla difficile opera di interpretazione dell'articolo 6 n. 2 del
Trattato sull'Unione europea, in base al quale l'Unione è tenuta al rispetto
dei diritti fondamentali dell'uomo, in quanto principi generali del diritto
comunitario.
Sono lieto che i lavori della Convenzione europea presieduta da Valéry Giscard
d'Estaing abbiano sancito la funzione fondamentale della Corte quale garante e
custode degli ideali e dei valori dell'Unione Europea. Sono certo che questa
azione verrà proseguita con la sempre più salda consapevolezza che le libertà
e i valori consacrati nei Trattati dell'Unione costituiscono un insieme di
principi e di ideali da salvaguardare e da promuovere, avendo sempre di mira la
finalità ultima dell'Unione, quella dell'unificazione istituzionale e politica
dell'Europa.
Roma, 14 luglio 2003
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L'Ufficio Stampa della Presidenza della Repubblica rende noto il testo
dell'intervento del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi durante
l'incontro con il Presidente della Corte costituzionale, Dott. Riccardo Chieppa,
il Presidente della Corte di Giustizia delle Comunità Europee, Gil Carlos
Rodriguez-Iglesias, e una delegazione di Giudici e Avvocati Generali della Corte
di Giustizia delle Comunità Europee:
Signor Presidente della Corte di Giustizia delle Comunità europee,
Signori Presidenti della Corte costituzionale,
della Corte Suprema di Cassazione,
del Consiglio di Stato e della Corte dei conti,
Signori Giudici e Avvocati,
apprezzo le Sue parole di compiacimento, Signor Presidente della Corte di
Giustizia delle Comunità europee, per la recente introduzione nella Carta
Costituzionale italiana dell'articolo 117, comma primo, che assegna al diritto
delle Comunità una posizione di centralità nell'ottica della piena
integrazione con quello italiano dell'ordinamento comunitario. Tale disposizione
costituisce la consacrazione a livello costituzionale del lungo cammino percorso
dalla giurisprudenza comunitaria e nazionale. Alla Corte di giustizia si deve il
merito storico di aver affermato, sin dagli anni sessanta, il principio della
integrazione fra il diritto dei Trattati delle Comunità europee e il diritto
comunitario, da un lato, e l'ordinamento interno degli Stati membri dall'altro.
La Corte ha avuto modo di affermare i principi basilari dell'Unione europea e,
in particolar modo, il principio della primazia del diritto comunitario, così
rendendolo vincolante rispetto agli Stati membri, alle istituzioni comunitarie
ed ai singoli. Il riconoscimento e la tutela dei diritti dei singoli cittadini
dell'Unione in virtù delle norme comunitarie di diretta applicazione, quali
regolamenti e direttive autoapplicative, hanno costituito un risultato meritorio
da attribuire alla significativa attività giurisdizionale della Corte.
Mi vien fatto di pensare alla storica sentenza Francovich, in cui la Corte ha
riconosciuto il diritto alla tutela risarcitoria del danno derivante dal mancato
recepimento di determinate direttive, così come alle numerose pronunce in cui
si è affermata la indispensabilità di un giusto e rapido processo e del
diritto a una tutela giurisdizionale, piena ed effettiva, sia a livello
comunitario sia a livello nazionale. La rapidità e l'effettività della
giustizia sono valori nei quali ho sempre creduto e credo fermamente.
Il principio di effettività della tutela giudiziaria affermato a più riprese
dalla Corte sta contribuendo significativamente a creare un insieme di rimedi
giurisdizionali all'interno degli Stati membri, ispirato al principio secondo
cui i sistemi nazionali devono essere tali da non rendere eccessivamente gravoso
l'esercizio dei diritti attribuiti al singolo dalle norme comunitarie.
La Corte è infatti investita dell'altissimo compito di assicurare il rispetto
del diritto nell'interpretazione e nell'applicazione della Costituzione, com'è
espressamente indicato nel progetto della Costituzione stessa. Sul tema di
primaria importanza delle interrelazioni tra la Costituzione italiana e quella
che sarà presto, com'è nell'auspicio di molti, la Costituzione europea,
proprio questa mattina si è svolta a Roma la prima di due giornate di
riflessione promosse dalla prestigiosa Accademia Nazionale dei Lincei, che ha
visto e vedrà domani la partecipazione di alcuni tra i più grandi studiosi
italiani del diritto costituzionale.
La Corte di Giustizia ha il merito di avere impostato ed esercitato una preziosa
opera di interlocutore privilegiato nel raccordo fra ordinamenti nazionali e
diritto comunitario. Ciò ha portato ad un significativo e progressivo processo
di coordinamento dei sistemi di tutela giurisdizionale degli Stati, con la
creazione, nell'ambito degli ordinamenti nazionali, di rimedi sempre più
efficaci in favore dei cittadini.
Anche per questo motivo seguo con attenzione la delicata attività affidata alla
Corte in ordine alla difficile opera di interpretazione dell'articolo 6 n. 2 del
Trattato sull'Unione europea, in base al quale l'Unione è tenuta al rispetto
dei diritti fondamentali dell'uomo, in quanto principi generali del diritto
comunitario.
Sono lieto che i lavori della Convenzione europea presieduta da Valéry Giscard
d'Estaing abbiano sancito la funzione fondamentale della Corte quale garante e
custode degli ideali e dei valori dell'Unione Europea. Sono certo che questa
azione verrà proseguita con la sempre più salda consapevolezza che le libertà
e i valori consacrati nei Trattati dell'Unione costituiscono un insieme di
principi e di ideali da salvaguardare e da promuovere, avendo sempre di mira la
finalità ultima dell'Unione, quella dell'unificazione istituzionale e politica
dell'Europa.
Roma, 14 luglio 2003
