Il Portale storico della Presidenza della Repubblica

Pubblicato il 2 giugno 2018, il Portale storico della Presidenza della Repubblica rende progressivamente disponibile il patrimonio conservato dall'Archivio storico.
Archivi, documenti, fotografie, dati, percorsi tematici e risorse digitali trasmettono la memoria dei Capi dello Stato dell'Italia repubblicana; testimoniano in modo straordinariamente capillare le attività, gli interventi e i discorsi dei Presidenti della Repubblica nello svolgimento delle funzioni che la Costituzione assegna loro; testimoniano le attività dell'Amministrazione e dei suoi protagonisti, che operano a supporto della figura presidenziale; rappresentano il Paese che ne costituisce lo sfondo; raccontano le vicende del Palazzo del Quirinale, ieri palazzo dei papi e dei re, oggi sede della massima carica dello Stato repubblicano.

I numeri del Portale: 70.780 eventi, tra udienze, impegni pubblici e privati dei Presidenti; 1.729 visite in Italia e 570 viaggi all'estero; 16.269 pagine di diario digitalizzate; 440.500 immagini; 25.111 immagini che documentano la storia d'Italia dalla Monarchia alla Repubblica; 10.787 audiovisivi; 16.918 complessi archivistici; 6.865 discorsi e interventi; 5.325 atti firmati; 55.759 Provvedimenti di grazia; 542 comunicati della Presidenza del Consiglio dei Ministri dal 1945 al 1950; 71.236 comunicati delle presidenze Ciampi e Napolitano; 247.379 pagine di comunicati di cui 28.360 indicizzati dalle presidenze Gronchi a Scalfaro; 589 volumi in Materiali e pubblicazioni per un totale di 80.000 pagine in formato digitale; 75 soggetti produttori e 516 strutture organizzative; 131 biografie di consiglieri e consulenti; 1.665.718 triple caricate sull'Endpoint (aggiornamento del 25 settembre 2026)

 

giovedì
29 maggio 2003

Il Presidente Ciampi ha conferito onorificenze dell'Ordine Militare d'Italia

COMUNICATO
    Il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, su
proposta del Ministro della Difesa, On. Prof. Antonio Martino, ha conferito le
seguenti Onorificenze dell'Ordine Militare d'Italia:
    Tenente Generale Luciano Forlani - Commendatore -
Comandante della Forza Multinazionale di Protezione in Albania, operava con
indiscussa professionalità, elevatissima capacità organizzativa e virile
coraggio, inculcando in tutti i dipendenti gli alti valori morali connessi con
la delicata operazione di pace ed infondendo in essi fiducia e sicurezza. In
particolare, durante lo svolgimento dei due turni elettorali previsti per il
rinnovo del Parlamento ed al seguito del verificarsi di violenti scontri tra
polizia albanese e manifestanti, poneva in essere un dispositivo di controllo e
di sicurezza nella città di Tirana, che consentiva il regolare sviluppo delle
stesse, esponendosi più volte in prima persona e mettendo, talvolta, in serio
pericolo la propria incolumità per risolvere eventi caratterizzati da grande
tensione, ben consapevole dei rischi che potevano manifestarsi. La sua lineare
ed intelligente azione di comando, sempre corroborata dall'esempio, ha permesso
alla Forza di esprimere al meglio le proprie capacità operative decretando, per
la prima operazione multinazionale a guida italiana, un successo tanto meritato
quanto lusinghiero, evidenziando, così, nel suo comportamento durante tutto il
periodo, comprovata perizia, senso di responsabilità e valore.
    Tirana (Albania), 16 aprile 1997 - 11 agosto 1997
    Tenente Generale Pietro Giannattasio - Commendatore -
Capo del III reparto (Impiego delle forze) dello SME, responsabile fin
dall'inizio dell'esigenza dell'organizzazione e del controllo operativo del
contingente italiano in Libano, assolveva il compito con perizia, competenza,
senso di responsabilità, lodevole iniziativa e completa disponibilità,
intelligente e dinamico interprete delle direttive ricevute, contribuiva in modo
determinante a rendere incisiva ed efficace l'attività del contingente mediante
l'accuratezza della pianificazione, la chiarezza delle disposizioni attuative e
la continua azione di controllo in loco con frequenze anche settimanali.
Esemplare, inoltre, il suo comportamento nel realizzare il tempestivo ripristino
delle dotazioni di munizioni del Battaglione Paracadutisti, distrutte da fuoco
ostile, mediante un rapido afflusso dei materiali all'aeroporto di Pisa ed il
loro trasporto a Beirut con una formazione di aerei, su uno dei quali egli
stesso prendeva posto anche per accertarsi di eventuali ulteriori necessità del
contingente: missione rilevatasi rischiosa, in quanto l'aeroporto di Beirut era
soggetto a tiri di artiglieria. L'Ufficiale, in condizioni di elevato pericolo,
restava in zona espletando, con sicura perizia, le funzioni relative al
controllo operativo di cui era titolare. In tale veste ha offerto concreto
esempio di elevata professionalità, esaltata da altissimo senso del dovere e
provato consapevole coraggio, contribuendo così ad accrescere in Italia e
all'estero il prestigio delle Forze Armate impegnate per la prima volta in
operazioni di pace dopo la seconda guerra mondiale (1982 - 1984). Nell'esercizio
delle sue responsabilità esprimeva altissime doti di organizzatore, di ideatore
e di comandante, contribuendo validamente al successo di tali operazioni e
rappresentando un sicuro esempio per le giovani generazioni di comandanti.
    Roma, 26 settembre 1982 - 26 febbraio 1984
    Tenente Generale Agostino Pedone - Commendatore -
Primo comandante della Brigata Multinazionale Nord impegnata nel teatro bosniaco
nell'ambito dell'operazione di IFOR "Joint Endeavour", operava con
indiscussa professionalità e elevatissima capacità organizzativa, infondendo
in tutti i dipendenti gli alti valori morali connessi con la delicata operazione
di pace. In un contesto caratterizzato da una difficile situazione operativa, da
forti tensioni socio-politiche e dall'indeterminatezza degli atteggiamenti della
popolazione, conduceva in prima persona con spiccata abilità professionale e
grande coraggio, mettendo talvolta in serio pericolo la propria incolumità,
numerose operazioni che consentivano di recuperare notevoli quantitativi di armi
e di riportare serenità nell'area di responsabilità. Ufficiale Generale di
assoluto valore che ha evidenziato comprovata perizia, senso di responsabilità
e valore contribuendo a rafforzare il Prestigio dell'intera Nazione e delle sue
Forze Armate.
    Sarajevo (Bosnia), 19 dicembre 1995 - 2 luglio 1996
    Colonnello Giandomenico Taricco - Ufficiale -
Ufficiale Superiore Pilota, Comandante di gruppo, guidava formazioni di velivoli
Tornado, impegnate in missioni di soppressione delle difese contraeree nemiche,
nell'ambito dell'operazione NATO "Allied Force". Effettuava, tra
tutti, il maggior numero di missioni, in ogni condizione di tempo e di luce,
sotto pesante minaccia contraerea ed effettivo fuoco nemico di contrasto,
guidando sempre i suoi gregari con perizia e lucida determinazione. Ha dato
prova costante di coraggio e sprezzo del pericolo, ha fornito un sicuro punto di
riferimento ai suoi equipaggi e ha contribuito efficacemente, con il suo agire
ardito, al felice esito di tutte le missioni. Esemplare figura di eccezionale
Comandante di gruppo e di formazioni in volo, nonché di capace e coraggioso
pilota.
    Cieli del Kosovo, 28 marzo 1999 - 9 giugno 1999
    Maggior Generale Bruno Tosetti - Ufficiale -
Comandante del 2° Battaglione Bersaglieri "Governolo", assolveva
l'ardua missione di assicurare il presidio di una zona nevralgica nella città
di Beirut (Gallerie Senen) ed il trasporto di armati palestinesi nel territorio
della Bekaa, nel quadro più complesso dell'intervento della Forza
Multinazionale di Pace in Libano, primo consistente intervento armato
dell'Italia dopo la seconda guerra mondiale. Il suo operato, in un contesto
caratterizzato da rilevante distanza dalla Patria, in ambiente reso difficile da
una situazione interna di estrema tensione, in condizione di rilevante autonomia
operativa e logistica, era caratterizzato da comprovata perizia, senso di
responsabilità e valore, riscuotendo, così, l'unanime consenso delle parti
contrapposte ed il plauso concorde degli altri contingenti della Forza
Multinazionale, tenendo alto il prestigio nazionale. Beirut (Libano), 16 agosto
1982 - 3 marzo 1983 Tenente Generale Bruno Viva - Ufficiale - Comandante della
Brigata Multinazionale Nord, impegnata in Bosnia-Erzegovina nell'ambito
dell'operazione di IFOR "Joint Endeavour", operava con spiccata
professionalità, elevatissima capacità organizzativa e consapevole coraggio,
infondendo in tutti i dipendenti gli alti valori morali connessi con la delicata
operazione di pace ed alimentando in essi fiducia e sicurezza. In particolare,
organizzava e dirigeva con non comune professionalità l'operazione
"Vulcano" volta alla distruzione di ingenti quantitativi di manufatti
esplosivi illegalmente in possesso delle forze serbe di Bosnia, esponendosi in
prima persona, consapevole dei rischi anche letali che potevano manifestarsi. La
sua lineare ed intelligente azione di comando, sempre corroborata dall'esempio e
caratterizzata da comprovata perizia, senso di responsabilità e valore, ha
permesso alle unità dipendenti di esprimere al meglio le proprie capacità
operative, facendo sì che venissero pienamente raggiunti tutti gli obiettivi
assegnati e decretando un successo tanto meritato quanto lusinghiero.
    Sarajevo (Bosnia), 3 luglio 1996 - 14 novembre 1996
    Bandiera di Guerra dell'Esercito - Cavaliere -
Erede di nobili ed antiche virtù, con spiccato senso del dovere, assoluto
spirito di sacrificio ed indiscusso coraggio, ha testimoniato con la propria
diuturna opera le migliori qualità della Nazione Italiana. Fedele al giuramento
prestato, l'Esercito Italiano ha dispiegato, con motivato orgoglio, le bandiere
delle proprie unità sui martoriati quartieri di Beirut come sui territori
africani della Somalia e del Mozambico, portando stabilità e pace alle genti
locali. I suoi uomini, sempre animati da sentimenti di grande solidarietà,
hanno contribuito a portare ordine, sicurezza e speranza alle provate
popolazioni dell'Iraq settentrionale, della Bosnia, dell'Albania e del Kosovo
così come a Timor Est ed in Afghanistan, illustrando sempre il nome della
Nazione con l'esemplare comportamento, l'eccezionale perizia e l'indiscussa
capacità militare. L'eccezionale professionalità dimostrata nella
pianificazione e nella condotta di operazioni complesse, spesso attuate con
breve preavviso ed in condizioni ambientali difficili, il successo ottenuto in
ogni lido e testimoniato sui libri di storia, ha suscitato ovunque ammirazione e
rispetto universali per l'efficienza, la determinazione e lo spirito di
sacrificio dei reparti, chiamati ad onorare, anche con un oneroso tributo di
vite umane, gli impegni assunti dalla Repubblica Italiana. Compagine di uomini
dalle peculiari virtù militari che ha contribuito, in maniera determinante, ad
elevare ancor più il vessillo italiano nel mondo.
    Libano, Somalia, Mozambico, Iraq Settentrionale, Balcani,
Timor Est, Afghanistan (1982- 2002)
    Bandiera di Guerra della Guardia di Finanza - Cavaliere
- Chiamata a partecipare a diverse missioni internazionali, la Guardia di
Finanza dava nuova prova di gloriose e radicate tradizioni militari,
straordinario spirito di servizio, altissimo senso del dovere ed abnegazione,
nonché profondo attaccamento alle istituzioni. In contesti resi difficili da
peculiari condizioni ambientali e da complessa situazione politico-militare, i
finanzieri contribuivano, con perizia, notevole coraggio, altissima
professionalità e costante umana solidarietà, al raggiungimento degli
obiettivi loro affidati da organismi sovranazionali. La dedizione al dovere ed
il valore dimostrati hanno suscitato l'ammirazione ed il consenso degli alleati
e dell'intera comunità internazionale, tanto da accrescere il prestigio delle
Forze Armate e della Guardia di Finanza.
    Bulgaria, Romania, Ungheria, Albania, Kosovo (1993-2003)
    Bandiera di Guerra del 2° Battaglione Bersaglieri
"Governolo" - Cavaliere - Erede dell'ultracentenario e
pluridecorato 2° Reggimento Bersaglieri, rinnovava in terra libanese i fasti
dei fanti piumati memori dell'antica gloria conquistata in terra di Crimea.
Durante questi sette mesi di costante impegno, lontano dalla madre patria, in un
contesto difficile, in una terra martoriata e divisa, con slancio ed
abnegazione, operava per assicurare l'evacuazione dei guerriglieri palestinesi e
realizzava una zona cuscinetto lungo la linea di demarcazione Beirut Ovest -
Beirut Est. Riceveva in seguito il difficile compito di garantire la sicurezza
dei campi palestinesi di Borj el Braijne prima e di Sabra - Chatila poi. In
queste circostanze il personale tutto mostrava elevatissima professionalità,
altissima motivazione e consapevole coraggio, sempre conscio della fierezza e
dell'orgoglio di portare soccorso ad una popolazione martoriata da anni di
guerra, riscuotendo il massimo plauso internazionale.
    Beirut (Libano), 26 agosto 1982 - 4 marzo 1983
    Maggior Generale Biagio Abrate - Cavaliere -
Comandante della Brigata Multinazionale Ovest impegnata in Kosovo nell'ambito
dell'Operazione "Joint Guardian" operava con altissima
professionalità, elevatissima capacità organizzativa ed esemplare coraggio,
trasmettendo a tutti i dipendenti gli alti valori morali connessi con la
delicata operazione di pace ed infondendo in essi entusiasmo, fiducia e
sicurezza. Grazie alla sua guida ferma, intelligente e sensibile, improntata a
rigore morale ed equilibrio anche nelle circostanze più critiche, è riuscito
ad amalgamare perfettamente unità provenienti da paesi diversi quali Spagna,
Portogallo ed Argentina. In un contesto caratterizzato da una difficile
situazione operativa, da forti tensioni socio-politiche e dall'indeterminatezza
degli atteggiamenti della popolazione, sapeva cogliere gli aspetti fondamentali
della complessa realtà locale guadagnando per sé e per l'intero contingente
l'incondizionata stima delle autorità civili e militari presenti nel teatro di
operazioni. In particolare, con azione di comando determinata e lungimirante, in
stretta collaborazione con l'organizzazione "Unmik-Police", riusciva a
garantire una efficace cornice di sicurezza sia nella delicata fase preparatoria
sia in quella esecutiva delle elezioni dell'ottobre 2000, esponendosi, in più
di una occasione, in prima persona, consapevole dei rischi che avrebbero potuto
manifestarsi, dimostrando comprovata perizia, senso del dovere e valore. Figura
di spicco per le preclare qualità intellettuali, morali e professionali ed
autorevole punto di riferimento nell'ambito della missione, si è distinto per
la straordinaria concretezza dell'azione in teatro, contribuendo in misura
determinante ad accrescere il prestigio ed il lustro dell'Italia e delle sue
Forze Armate in un contesto internazionale.
    Pec (Kosovo), 3 luglio 2000 - 2 novembre 2000
    Brigadier Generale Giorgio Battisti - Cavaliere
-Comandante del contingente italiano in Afghanistan, operava con altissima
professionalità, con consapevole coraggio, ed elevatissima capacità
organizzativa, trasmettendo a tutti i dipendenti gli alti valori morali connessi
con la delicata operazione di pace ed infondendo in essi, fiducia e sicurezza.
In particolare, si è prodigato esponendosi in prima persona, nonostante
l'indubbia situazione di pericolo locale, per consentire l'immediato ripristino,
in tempi ristrettissimi, delle normali condizioni di vita contribuendo in
particolar modo alla riapertura degli edifici pubblici e a riportare serenità
nell'area di crisi. La sua lineare ed intelligente azione di comando, sempre
corroborata dall'esempio, ha permesso alla Forza di esprimere al meglio le
proprie capacità operative, facendo sì che venissero pienamente raggiunti
tutti gli obiettivi prefissati dal mandato e decretando un successo tanto
meritato quanto lusinghiero dal quale traggono rafforzato prestigio l'intera
Nazione e le sue Forze Armate.
    Kabul (Afghanistan), 28 dicembre 2001 - 9 maggio 2002
    Tenente Generale Mario Buscemi - Cavaliere -
Coordinatore generale e Comandante delle forze terrestri operazione
"Airone", componente italiana della coalizione intervenuta nell'Iraq
settentrionale a sostegno delle popolazioni curde, poneva in luce qualità di
comandante che riscuotevano il più ampio apprezzamento delle autorità
nazionali e della NATO. I reparti del contingente, sotto la sua guida,
svolgevano, in situazioni anche di sensibile rischio e di notevole disagio,
un'opera umanitaria di vastissimo respiro, assicurando la piena disponibilità
delle aree minacciate e consentendo così il rientro dei profughi curdi; di
particolare rilievo il contributo sanitario per la presenza di un ospedale da
campo che curava 17.000 pazienti. La sua azione decisa, la determinazione sempre
dimostrata ed il consapevole coraggio dimostrato ricevevano l'indiscusso
riconoscimento degli alleati, contribuendo significativamente ad incrementare il
prestigio internazionale dell'Italia.
    Incirlik (Turchia) - Zelehn (Iraq), 28 aprile 1991 - 17
luglio 1991
    Brigadier Generale Giorgio Cornacchione - Cavaliere -
Autorità nazionale di vertice in teatro nell'ambito dell'operazione "Stabilise"
di Interfet condotta a Timor Est, operava con indiscussa perizia, altissima
professionalità e elevatissima capacità organizzativa risolvendo in ogni
circostanza, con consapevole coraggio, grande lungimiranza, equilibrio e
diplomazia le molteplici e diversificate difficoltà insorte nel corso della
missione. In particolare, colpito dalla "Febbre di Dengue" disponeva
l'allontanamento dal teatro degli altri militari affetti dalla stessa malattia
per gli elevatissimi rischi connessi con una eventuale nuova infezione e
nonostante fosse fisicamente debilitato, continuava a svolgere in modo
ineccepibile la sua delicata funzione, riuscendo con fermezza, determinazione e
"abilità diplomatica", a risolvere positivamente situazioni di
tensione e di pericolo che vedevano coinvolti i reparti nazionali esponendosi in
prima persona, consapevole dei rischi che potevano manifestarsi. Figura di
spicco per le preclare qualità intellettuali e morali esercitava una autorevole
azione di comando connotata, in tutto il periodo, da comprovata perizia, senso
di responsabilità e valore.
    Dili (Timor Est), 23 settembre 1999 - 17 febbraio 2000
    Tenente Generale Luigi Fontana - Cavaliere -
Comandante della Brigata Alpina "Taurinense", in qualità di
Comandante ONU della Regione Centro in Mozambico e Comandante del contingente
"Albatros", riceveva la missione di assicurare il controllo di un'area
di vitale importanza del Mozambico, il cosiddetto corridoio di Beira, nel quadro
della missione sotto egida ONU, Onumuz, tesa al rispetto degli accordi generali
di pace tra il Governo del Mozambico e la Resistenza National (Re.Na.Mo.)
firmati a Roma nell'ottobre 1992. Nel corso dell'operazione garantiva con pieno
successo la scorta armata ai convogli ferroviari ed alle autocolonne di
rifornimenti che periodicamente percorrevano il corridoio, nonché il presidio
di alcuni punti sensibili lungo lo strategico oleodotto collegante lo Zimbabwe
con il porto di Beira. Inoltre, con un'incessante opera di comando,
coordinamento e controllo, improntata all'efficientismo, al pragmatismo ed al
consapevole coraggio e caratterizzata da comprovata perizia, senso di
responsabilità e valore contribuiva, così, alla verifica dell'attuazione del
cessate il fuoco, alla smobilitazione dei combattenti delle due fazioni
contrapposte, alle attività di sminamento ed alle operazioni di voto,
riscuotendo unanime ed incondizionato consenso delle parti in causa e plauso
sincero degli alleati.
    Beira (Mozambico), 23 marzo 1993 - 31 ottobre 1993
    Maggior Generale Giuseppe Emilio Gay - Cavaliere -
Comandante della Brigata Multinazionale Ovest impegnata in Kosovo nell'ambito
dell'operazione "Joint Guardian" operava con altissima
professionalità, elevatissima capacità organizzativa e consapevole coraggio,
trasmettendo a tutti i dipendenti gli alti valori morali connessi con la
delicata operazione di pace ed infondendo in essi fiducia e sicurezza. Grazie
alla sua guida ferma, intelligente e determinata, improntata a concretezza ed
equilibrio, è riuscito ad amalgamare unità provenienti da paesi diversi per
precedenti militari, tradizioni e cultura, risolvendo in modo efficace alcune
situazioni particolarmente critiche. Rilevano al riguardo una imponente
attività antisommossa condotta nel mese di settembre 1999 in Dakovica per
sedare gravissimi disordini conseguiti all'arresto di un ex comandante dell'UCK,
ed una complessa e pericolosa operazione di scorta ad una colonna di serbi in
transito verso il Montenegro nel mese di ottobre. Entrambe le attività sono
state concepite, organizzate e condotte con tempestività esemplare ed in modo
impeccabile sotto ogni aspetto, nonché in perfetto coordinamento con la Brigata
Multinazionale Sud a guida tedesca dimostrando comprovata perizia, senso di
responsabilità e valore. La sua lineare e lungimirante azione di comando, ha
fatto sì che venissero pienamente raggiunti tutti gli obiettivi relativi alla
missione assegnata, decretando un successo dal quale traggono rafforzato
prestigio l'intera Nazione e le sue Forze Armate.
    Pec (Kosovo), 7 settembre 1999 - 29 febbraio 2000
    Maggior Generale Girolamo Giglio - Cavaliere -
Comandante della Brigata Meccanizzata "Friuli", assicurava il
difficile ed impegnativo compito di garantire il controllo della sub-area di
Valona nel quadro della forza multinazionale di protezione in Albania. Con una
costante e puntuale opera di direzione e controllo, in un contesto estremamente
difficile, caratterizzato dalla presenza attiva di bande armate, da un
gravissimo deterioramento della sicurezza interna, dovuto all'impressionante
crollo delle istituzioni locali, con consapevole coraggio e fredda
determinazione assicurava anche la gestione corretta e democratica sia della
campagna elettorale sia delle operazioni di voto, consentendo agli osservatori
dell'OSCE di svolgere appieno ed in totale sicurezza il proprio delicatissimo
compito. Per tale attività, svolta con coraggiosa abnegazione, riceveva il
massimo apprezzamento ed accresceva significativamente il prestigio della
nazione.
    Valona (Albania), 20 aprile 1997 -26 luglio 1997
    Colonnello Luciano Portolano - Cavaliere -
Comandante di battaglione presso il 18° Reggimento Bersaglieri della Brigata
Multinazionale Ovest partecipante in Kosovo all'operazione "Joint Guardian",
dedicava le migliori energie per assicurare in ogni circostanza il completo
assolvimento del compito. In particolare, in un contesto caratterizzato da
persistenti conflittualità tra milizie contrapposte, durante una programmata
attività di controllo nell'area di Klina, veniva coinvolto con il proprio
veicolo blindato nell'esplosione di una mina anticarro, collocata sulla
rotabile. Con consapevole coraggio, mantenendo il perfetto controllo di sé
nonostante fosse seriamente ferito e dimostrando lucidità e fermezza, impartiva
chiari ordini tesi ad esaltare la capacità di reazione dell'unità. Indirizzava
poi efficacemente il fuoco delle sue armi contro i responsabili dell'atto,
ancora presenti sul posto, costringendoli alla fuga ed evitando danni agli
uomini alle sue dipendenze. Limpida figura di uomo e di comandante che, con la
sua instancabile e preziosa opera e con il suo esempio, ha sempre ottenuto la
più completa stima dei rappresentanti dei contingenti stranieri ed ha
contribuito fortemente all'elevazione dell'immagine dell'Italia in ambito
internazionale. La sua lineare e lungimirante azione di comando, espressa con
continuità durante tutto il periodo considerato, ha evidenziato in maniera
inequivocabile un profilo professionale di spicco fornendo, così, sicure prove
di perizia, di senso di responsabilità e di valore.
    Pec (Kosovo), 20 maggio 1999 - 7 settembre 1999
    Capitano di Vascello Giacomo Accardi - Cavaliere - Comandante
di nave Etna, inserito nel gruppo aeronavale impegnato nell'operazione "Enduring
Freedom" nel Mar Arabico, disposta per combattere il terrorismo
internazionale e di matrice islamica. Ha evidenziato nei quattro mesi di
missione brillanti capacità di comando affrontando situazioni operative anche
di particolare ed imprevedibile difficoltà, operando sempre con determinazione,
dedizione, elevata professionalità. Ha assicurato con efficacia e
determinazione il necessario supporto logistico all'intero gruppo navale in
acque lontane dalla Patria ed in un ambiente potenzialmente molto ostile. La sua
figura di comandante è risultata un sicuro punto fermo per l'equipaggio
dell'unità navale e ha costituito un esempio da imitare. Ha contribuito a
rafforzare il prestigio dell'Italia e delle sue Forze Armate a livello
internazionale.
    Oceano Indiano, novembre 2001 - marzo 2002
    Capitano di Vascello Salvatore Coppola - Cavaliere
- Comandante di nave Garibaldi, inserito nel gruppo aeronavale impegnato
nell'operazione "Enduring Freedom" nel mar Arabico, disposta per
combattere il terrorismo internazionale e di matrice islamica. Ha evidenziato
nei quattro mesi di missione brillanti capacità di comando affrontando
situazioni operative anche di particolare ed imprevedibile difficoltà, operando
sempre con determinazione, dedizione, elevata professionalità, altissimo
equilibrio e senso di responsabilità. Ha condotto con efficacia e
determinazione le operazioni aeree ed il controllo del traffico marittimo in un
ambiente infido e potenzialmente molto ostile, pianificando nei minimi dettagli
le attività da condurre. La sua figura di comandante è risultata un sicuro
punto fermo per l'equipaggio dell'unità navale e ha costituito un esempio da
imitare. Ha contribuito a rafforzare il prestigio dell'Italia e delle sue Forze
Armate a livello internazionale.
    Oceano Indiano, novembre 2001 - marzo 2002
    Capo 2^ classe Alan Petrus Galbiati - Cavaliere -
Capo squadra incursore imbarcato su nave Garibaldi durante l'operazione "Enduring
Freedom" nel periodo 18 novembre 2001 - 18 marzo 2002, si distingueva
particolarmente durante l'attività di boarding nel Mare Arabico Settentrionale,
conducendo in un ambiente potenzialmente molto ostile gli uomini a lui assegnati
con perizia, sicurezza e decisione, costituendo punto di riferimento ed esempio
da seguire. Nell'ambito di attività congiunta con reparti similari USA,
rappresentava egregiamente il raggruppamento subacqueo ed incursori e la Marina
Militare tutta, guadagnandosi rispetto, stima e ammirazione.
    Afghanistan, novembre 2001 -marzo 2002
    Capitano di Vascello Donato Marzano - Cavaliere -
Comandante di nave Durand de la Penne e del gruppo aeronavale impegnato
nell'operazione "Enduring Freedom" nel mar Arabico, disposta per
combattere il terrorismo internazionale e di matrice islamica. Ha evidenziato
nei quattro mesi di missione brillanti capacità di comando affrontando
situazioni operative anche di particolare ed imprevedibile difficoltà, operando
sempre con determinazione, dedizione, elevata professionalità, altissimo
equilibrio e senso di responsabilità. Ha condotto con efficacia e
determinazione il controllo del traffico marittimo in un ambiente infido e
potenzialmente molto ostile, pianificando nei minimi dettagli le attività da
condurre a bordo dei mercantili in transito nell'area. La sua figura di
comandante è risultata un sicuro punto fermo per l'equipaggio dell'unità
navale e ha costituito un esempio da imitare. Ha contribuito a rafforzare il
prestigio dell'Italia e delle sue Forze Armate a livello internazionale.
    Oceano Indiano, febbraio 2002 - giugno 2002
    Colonnello Aurelio Colagrande - Cavaliere -
Ufficiale Superiore Pilota, Comandante di gruppo, guidava complesse formazioni
di velivoli, impegnate in missioni di bombardamento nell'ambito dell'operazione
NATO "Allied Force" a bordo del suo caccia AMX, velivolo per la prima
volta impiegato in operazioni, conduceva con estrema tenacia le missioni
assegnate, guidando i suoi gregari con lucida determinazione e grande ardimento,
portando a conclusione numerose missioni di attacco, in presenza di costante
minaccia contraerea ed effettivo fuoco di contrasto nemico. Con il suo agire ha
infuso coraggio e determinazione ai suoi piloti, contribuendo così
efficacemente al buon esito delle operazioni di teatro. Esemplare figura di
eccezionale comandante di gruppo e di formazioni di volo, nonché di capace e
coraggioso pilota.
    Cieli del Kosovo, 15 aprile 1999 - 2 giugno 1999
    Colonnello Sandro Sampaoli - Cavaliere - Ufficiale
Superiore Navigatore, membro di equipaggio di velivolo Tornado, partecipava ad
un elevato numero di missioni belliche, volte alla soppressione delle difese
contraeree nemiche, nell'ambito dell'operazione NATO "Allied Force".
In presenza di costante minaccia contraerea ed effettivo fuoco di contrasto
nemico, dopo aver assistito il suo pilota nel comando delle formazioni di volo,
assumeva, come previsto dai suoi compiti, il controllo tattico delle missioni
nella delicatissima fase di attacco finale e dirigeva l'azione congiunta dei
sistemi d'arma con estrema perizia ed efficacia. Veterano di missioni svolte in
precedenti operazioni, offriva un costante e valido esempio di abnegazione,
determinazione, coraggio e valore, contribuendo efficacemente con il suo agire
alla sicurezza delle numerose formazioni impiegate in teatro e al felice
compimento delle missioni senza alcuna perdita.
    Cieli del Kosovo, 28 marzo 1999 - 9 giugno 1999
    Generale di Brigata Carlo Fazzina - Cavaliere -
Comandante del contingente italiano e vice comandante della missione Temporary
International Presence in Hebron (TIPH II) operante in Cisgiordania, con
spiccata professionalità, elevato senso del dovere e non comuni capacità
organizzative, si impegnava, con coraggio e senza risparmio di energie, per il
conseguimento della pace in territori caratterizzati da elevato rischio per la
protratta e cruenta conflittualità. L'impegno profuso, con grande perizia e
responsabilità, consentiva di realizzare l'efficace coordinamento delle
attività della missione con le autorità palestinesi ed israeliane,
contribuendo al pieno successo dell'operazione militare che riscuoteva l'unanime
plauso degli organismi di sicurezza esteri, esaltando il prestigio dell'Italia e
delle sue Forze Armate a livello internazionale.
    Hebron (Cisgiordania), 20 luglio 2000 - 20 luglio 2001
    Colonnello Fulvio Piacentini - Cavaliere - Comandante
del contingente italiano e vice comandante della missione Temporary
International Presence in Hebron (TIPH II) operante in Cisgiordania, con
spiccata professionalità, elevato senso del dovere e non comuni capacità
organizzative, si impegnava, con coraggio e senza risparmio di energie, per il
conseguimento della pace in territori caratterizzati da elevato rischio per la
protratta e cruenta conflittualità. L'impegno profuso, con grande perizia e
responsabilità, consentiva di realizzare l'efficace coordinamento delle
attività della missione con le autorità palestinesi ed israeliane,
contribuendo al pieno successo dell'operazione militare che riscuoteva l'unanime
plauso degli organismi di sicurezza esteri, esaltando il prestigio dell'Italia e
delle sue Forze Armate a livello internazionale.
    Hebron (Cisgiordania), 20 luglio 2001 - 20 luglio 2002
    Roma, 29 maggio 2003
leggi tutto