Messaggio del Presidente Ciampi all'Associazione Combattenti della Guerra di Liberazione, nell'anniversario della Battaglia di Montelungo
COMUNICATO
Il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha
inviato al Gen. Luigi Poli, Presidente Nazionale dell'Associazione Combattenti
della Guerra di Liberazione, il seguente messaggio:
"L'otto dicembre di cinquantanove anni fa, con i
combattimenti di Montelungo, l'esercito italiano confermava sul campo la scelta
di cobelligeranza con le forze alleate. La Guerra di Liberazione entrava così
nel vivo di quel conflitto, che tanto sacrificio avrebbe richiesto al popolo
italiano e che, tuttavia, in quindici mesi di lotta, valse a riscattare la
Patria.
"Nella ricorrenza, il pensiero è rivolto ai soldati del
1° Raggruppamento Motorizzato che, consapevoli del compito ricevuto e del gesto
che stavano per compiere, in quella fredda mattina di dicembre, mossero verso la
pietraia di Montelungo, per attaccare posizioni sino ad allora saldamente tenute
e munite da abili opere difensive.
"Nelle reiterate azioni, il prezzo pagato fu altissimo.
Dei circa mille uomini che costituivano l'unità del Generale Dapino, primo e
significativo contributo dell'esercito italiano alle forze armate alleate,
caddero sul campo in settantanove; centottantanove rimasero feriti e
centosessanta risultarono dispersi.
"Quel sacrificio, mostrando il valore dei nostri
soldati, conquistò la fiducia degli alleati. Si strinsero quei legami di stima
e rispetto che giovarono alla causa comune, nei mesi successivi di lotta per la
liberazione del Paese.
"In questo giorno di memoria e di preghiera per i
soldati caduti nell'adempimento del dovere, dico che tanto sacrificio non fu
vano, perché da esso nacque un mondo più giusto, di concordia tra i popoli e
di prosperità.
"A quanti oggi intendono ricordare quelle gloriose
giornate ed onorare coloro che perirono compiendo il proprio dovere, giunga il
mio fervido saluto e l'augurio che tale celebrazione - con l'esempio di quegli
eroi - il senso di appartenenza alla Patria e la fiducia negli ideali di
libertà e giustizia, vengano rafforzati e vivificati."
Roma, 8 dicembre 2002
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Il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha
inviato al Gen. Luigi Poli, Presidente Nazionale dell'Associazione Combattenti
della Guerra di Liberazione, il seguente messaggio:
"L'otto dicembre di cinquantanove anni fa, con i
combattimenti di Montelungo, l'esercito italiano confermava sul campo la scelta
di cobelligeranza con le forze alleate. La Guerra di Liberazione entrava così
nel vivo di quel conflitto, che tanto sacrificio avrebbe richiesto al popolo
italiano e che, tuttavia, in quindici mesi di lotta, valse a riscattare la
Patria.
"Nella ricorrenza, il pensiero è rivolto ai soldati del
1° Raggruppamento Motorizzato che, consapevoli del compito ricevuto e del gesto
che stavano per compiere, in quella fredda mattina di dicembre, mossero verso la
pietraia di Montelungo, per attaccare posizioni sino ad allora saldamente tenute
e munite da abili opere difensive.
"Nelle reiterate azioni, il prezzo pagato fu altissimo.
Dei circa mille uomini che costituivano l'unità del Generale Dapino, primo e
significativo contributo dell'esercito italiano alle forze armate alleate,
caddero sul campo in settantanove; centottantanove rimasero feriti e
centosessanta risultarono dispersi.
"Quel sacrificio, mostrando il valore dei nostri
soldati, conquistò la fiducia degli alleati. Si strinsero quei legami di stima
e rispetto che giovarono alla causa comune, nei mesi successivi di lotta per la
liberazione del Paese.
"In questo giorno di memoria e di preghiera per i
soldati caduti nell'adempimento del dovere, dico che tanto sacrificio non fu
vano, perché da esso nacque un mondo più giusto, di concordia tra i popoli e
di prosperità.
"A quanti oggi intendono ricordare quelle gloriose
giornate ed onorare coloro che perirono compiendo il proprio dovere, giunga il
mio fervido saluto e l'augurio che tale celebrazione - con l'esempio di quegli
eroi - il senso di appartenenza alla Patria e la fiducia negli ideali di
libertà e giustizia, vengano rafforzati e vivificati."
Roma, 8 dicembre 2002
