Testo del saluto del Presidente Ciampi ai partecipanti al Congresso della Federazione dell'Industria Europea della Costruzione
COMUNICATO
L'Ufficio Stampa della Presidenza della Repubblica rende noto il testo del
saluto del Presidente Ciampi ai partecipanti al Congresso della Federazione
dell'Industria Europea della Costruzione, ricevuti al Palazzo del Quirinale:
Signor Presidente Nobili, Signor Ministro per le Infrastrutture Brjx, Signore
e Signori,
ringrazio per le cortesi parole e rivolgo un cordiale benvenuto ai
partecipanti, provenienti da ben 25 Paesi europei, al Congresso della
Federazione dell'Industria Europea della Costruzione.
La Vostra Federazione è rappresentativa di un settore portante dell'economia
europea e anticipa, nella sua stessa articolazione, un aspetto essenziale
dell'Europa allargata che prenderà forma nei prossimi anni.
Ha fatto bene a sottolineare l'importanza e l'esigenza della realizzazione dei
grandi assi di trasporto intermodali paneuropei così decisivi, per capacità
connettiva e complementarità, per il progresso economico dei Paesi dell'Europa
centrale, ma essenziali per l'intera Europa e per quella rete che deve
abbracciare tutti i Paesi dell'Europa e i Paesi del bacino mediterraneo. Da
tempo l'Italia è impegnata nel potenziamento d'infrastrutture che costituiscono
una priorità nello sviluppo dell'Europa Centrale e nella stessa stabilizzazione
dei Balcani. Esiste un consenso per la firma fra Italia, Albania, FYROM,
Bulgaria e Grecia del memorandum sul "corridoio paneuropeo n. 8" per
impostare l'approfondimento dei progetti. Spero vivamente in un rapido avvio
della fase realizzativa. L'accrescimento dei flussi di merci e di persone
consoliderà l'avvicinamento all'Unione delle regioni meno favorite e di quei
Paesi la cui adesione non è ancora immediata.
E' importante che in tutto questo si realizzi quanto da Lei ricordato: riuscire
a dare vita ad un modello di sviluppo sostenibile, che coniughi la crescita
economica con la solidarietà sociale e con la tutela ambientale. Sono sicuro
che assolverete con ogni impegno questa importante responsabilità. Se non
saremo in grado di applicare questo modello in Europa, è ben difficile che esso
possa trovare realizzazione altrove.
Non sempre le realizzazioni infrastrutturali sono state però un esempio di
sviluppo sostenibile. L'esperienza acquisita, il progresso tecnologico,
l'attenzione crescente dell'opinione pubblica per la tutela dell'identità
europea non sono trascorse invano. Devono tradursi in un rafforzato impegno per
far coincidere lo sviluppo dell'economia con la salvaguardia del patrimonio
artistico e paesaggistico.
La nostra attenzione in Europa è ora concentrata sull'allargamento e la riforma
delle Istituzioni, entrambe decisive per superare l'inaccettabile divario che
esiste fra la dimensione economica e quella politica dell'Unione Europea.
Abbiamo, noi Paesi europei, la consapevolezza delle nostre radici comuni: a
queste radici comuni devono corrispondere istituzioni che ci consentono di
vivere insieme, progredire insieme e di essere una voce autorevole della realtà
mondiale. E sappiamo che per essere una voce autorevole bisogna riuscire a
parlare con una voce. Una sola voce che sia concordata fra tutti i Paesi che
sono riuniti nell'Unione Europea
A Voi tutti desidero esprimere i saluti più cordiali e i migliori auguri per la
Vostra attività.
Roma, 7 giugno 2002
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L'Ufficio Stampa della Presidenza della Repubblica rende noto il testo del
saluto del Presidente Ciampi ai partecipanti al Congresso della Federazione
dell'Industria Europea della Costruzione, ricevuti al Palazzo del Quirinale:
Signor Presidente Nobili, Signor Ministro per le Infrastrutture Brjx, Signore
e Signori,
ringrazio per le cortesi parole e rivolgo un cordiale benvenuto ai
partecipanti, provenienti da ben 25 Paesi europei, al Congresso della
Federazione dell'Industria Europea della Costruzione.
La Vostra Federazione è rappresentativa di un settore portante dell'economia
europea e anticipa, nella sua stessa articolazione, un aspetto essenziale
dell'Europa allargata che prenderà forma nei prossimi anni.
Ha fatto bene a sottolineare l'importanza e l'esigenza della realizzazione dei
grandi assi di trasporto intermodali paneuropei così decisivi, per capacità
connettiva e complementarità, per il progresso economico dei Paesi dell'Europa
centrale, ma essenziali per l'intera Europa e per quella rete che deve
abbracciare tutti i Paesi dell'Europa e i Paesi del bacino mediterraneo. Da
tempo l'Italia è impegnata nel potenziamento d'infrastrutture che costituiscono
una priorità nello sviluppo dell'Europa Centrale e nella stessa stabilizzazione
dei Balcani. Esiste un consenso per la firma fra Italia, Albania, FYROM,
Bulgaria e Grecia del memorandum sul "corridoio paneuropeo n. 8" per
impostare l'approfondimento dei progetti. Spero vivamente in un rapido avvio
della fase realizzativa. L'accrescimento dei flussi di merci e di persone
consoliderà l'avvicinamento all'Unione delle regioni meno favorite e di quei
Paesi la cui adesione non è ancora immediata.
E' importante che in tutto questo si realizzi quanto da Lei ricordato: riuscire
a dare vita ad un modello di sviluppo sostenibile, che coniughi la crescita
economica con la solidarietà sociale e con la tutela ambientale. Sono sicuro
che assolverete con ogni impegno questa importante responsabilità. Se non
saremo in grado di applicare questo modello in Europa, è ben difficile che esso
possa trovare realizzazione altrove.
Non sempre le realizzazioni infrastrutturali sono state però un esempio di
sviluppo sostenibile. L'esperienza acquisita, il progresso tecnologico,
l'attenzione crescente dell'opinione pubblica per la tutela dell'identità
europea non sono trascorse invano. Devono tradursi in un rafforzato impegno per
far coincidere lo sviluppo dell'economia con la salvaguardia del patrimonio
artistico e paesaggistico.
La nostra attenzione in Europa è ora concentrata sull'allargamento e la riforma
delle Istituzioni, entrambe decisive per superare l'inaccettabile divario che
esiste fra la dimensione economica e quella politica dell'Unione Europea.
Abbiamo, noi Paesi europei, la consapevolezza delle nostre radici comuni: a
queste radici comuni devono corrispondere istituzioni che ci consentono di
vivere insieme, progredire insieme e di essere una voce autorevole della realtà
mondiale. E sappiamo che per essere una voce autorevole bisogna riuscire a
parlare con una voce. Una sola voce che sia concordata fra tutti i Paesi che
sono riuniti nell'Unione Europea
A Voi tutti desidero esprimere i saluti più cordiali e i migliori auguri per la
Vostra attività.
Roma, 7 giugno 2002
