Il Presidente Ciampi ha ricevuto una delegazione del Comitato Italia Commonwealth per i cimiteri di guerra
COMUNICATO
Il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha ricevuto questa
mattina al Quirinale il Gen. Sir John Wilsey, Vice Presidente del Comitato
congiunto Italia - Commonwealth per i cimiteri di guerra.
Erano presenti l'Ambasciatore di Nuova Zelanda, Peter Robert Bennett,
l'Ambasciatore della Repubblica del Sud Africa, Anthony L. Mongalo,
l'Ambasciatore del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, John Alan
Shepherd, l'Ambasciatore d'Australia, Murray Cobban, l'Ambasciatore dell'India,
Himachal Som, l'Incaricato d'Affari del Canada, Malcom Mc Kechnie,
l'Ambasciatore d'Italia a Londra, Luigi Amaduzzi, Il Direttore generale per i
Paesi dell'Europa, Ambasciatore Claudio Moreno, una rappresentanza della
Commissione Onoranze Caduti in Guerra del Commonwealth e del Commissariato
Generale Onoranze Caduti in Guerra.
Dopo l'intervento del Vice Presidente del Comitato Congiunto Italia -
Commonwealth per i cimiteri di guerra, Gen. sir John Wisley, il Presidente
Ciampi ha rivolto ai presenti il seguente discorso:
"Signor Vice Presidente,
Signori Ambasciatori,
Membri del Comitato,
nel darvi il benvenuto al Quirinale, esprimo innanzitutto
il mio apprezzamento per l'opera encomiabile svolta dal Comitato Congiunto
Italia-Commonwealth. Vi ringrazio per la cura delle tombe di centinaia di
soldati italiani situate nel Regno Unito e in altri Paesi del Commonwealth. Il
mantenimento dei luoghi che onorano i caduti in guerra costituisce un nobile
dovere: collega le generazioni in una continuità ideale della memoria.
So bene che la tutela dei sacrari dei caduti esige oltre che
cura costante, un sentimento di pietas, che l'Italia ha ereditato dalla sua
tradizione classica e cristiana e che tuttora profondamente sente. Lo attestano
i numerosi cimiteri di guerra che raccolgono le spoglie di caduti di ogni
nazionalità, della prima e della seconda guerra mondiale sul territorio
italiano. Nelle mie visite all'estero, la sosta in un cimitero di guerra o in un
campo di prigionia, luoghi di struggente bellezza, costituisce un momento di
raccoglimento e di riflessione.
Sono stato lieto di aver reso omaggio, negli anni scorsi, non
solo al sacrario italiano, ma anche a quelli britannico e tedesco di El Alamein,
ai caduti italiani a Tambov in Russia, a Cefalonia nell'Egeo. Ho visitato il
campo di prigionia e il cimitero di Zonderwater in Sud Africa. Nell'ottobre
prossimo interverrò alle celebrazioni del 60° anniversario della battaglia di
El Alamein.
I valori di libertà, di democrazia, di rispetto dei diritti
dell'uomo costituiscono il più efficace antidoto contro la violenza e la
sopraffazione: devono essere una bandiera comune della comunità internazionale
in questo inizio del XXI secolo.
Oggi, i soldati dei Paesi che si trovarono in campi
contrapposti sessant'anni prima sono impegnati fianco a fianco nei Balcani, in
Afghanistan e in altre parti del mondo per garantire stabilità e sicurezza.
In Albania, in Bosnia Erzegovina e nel Kosovo, sono stato
testimone del ruolo da essi svolto per garantire la salvaguardia dei diritti
umani, per promuovere la collaborazione interetnica, per sconfiggere gli
estremismi.
Con questi sentimenti esprimo a voi tutti un cordiale saluto,
rinnovo il mio ringraziamento e vi rivolgo il più vivo augurio nello
svolgimento della vostra attività.
Roma, 7 maggio 2002
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Il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha ricevuto questa
mattina al Quirinale il Gen. Sir John Wilsey, Vice Presidente del Comitato
congiunto Italia - Commonwealth per i cimiteri di guerra.
Erano presenti l'Ambasciatore di Nuova Zelanda, Peter Robert Bennett,
l'Ambasciatore della Repubblica del Sud Africa, Anthony L. Mongalo,
l'Ambasciatore del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, John Alan
Shepherd, l'Ambasciatore d'Australia, Murray Cobban, l'Ambasciatore dell'India,
Himachal Som, l'Incaricato d'Affari del Canada, Malcom Mc Kechnie,
l'Ambasciatore d'Italia a Londra, Luigi Amaduzzi, Il Direttore generale per i
Paesi dell'Europa, Ambasciatore Claudio Moreno, una rappresentanza della
Commissione Onoranze Caduti in Guerra del Commonwealth e del Commissariato
Generale Onoranze Caduti in Guerra.
Dopo l'intervento del Vice Presidente del Comitato Congiunto Italia -
Commonwealth per i cimiteri di guerra, Gen. sir John Wisley, il Presidente
Ciampi ha rivolto ai presenti il seguente discorso:
"Signor Vice Presidente,
Signori Ambasciatori,
Membri del Comitato,
nel darvi il benvenuto al Quirinale, esprimo innanzitutto
il mio apprezzamento per l'opera encomiabile svolta dal Comitato Congiunto
Italia-Commonwealth. Vi ringrazio per la cura delle tombe di centinaia di
soldati italiani situate nel Regno Unito e in altri Paesi del Commonwealth. Il
mantenimento dei luoghi che onorano i caduti in guerra costituisce un nobile
dovere: collega le generazioni in una continuità ideale della memoria.
So bene che la tutela dei sacrari dei caduti esige oltre che
cura costante, un sentimento di pietas, che l'Italia ha ereditato dalla sua
tradizione classica e cristiana e che tuttora profondamente sente. Lo attestano
i numerosi cimiteri di guerra che raccolgono le spoglie di caduti di ogni
nazionalità, della prima e della seconda guerra mondiale sul territorio
italiano. Nelle mie visite all'estero, la sosta in un cimitero di guerra o in un
campo di prigionia, luoghi di struggente bellezza, costituisce un momento di
raccoglimento e di riflessione.
Sono stato lieto di aver reso omaggio, negli anni scorsi, non
solo al sacrario italiano, ma anche a quelli britannico e tedesco di El Alamein,
ai caduti italiani a Tambov in Russia, a Cefalonia nell'Egeo. Ho visitato il
campo di prigionia e il cimitero di Zonderwater in Sud Africa. Nell'ottobre
prossimo interverrò alle celebrazioni del 60° anniversario della battaglia di
El Alamein.
I valori di libertà, di democrazia, di rispetto dei diritti
dell'uomo costituiscono il più efficace antidoto contro la violenza e la
sopraffazione: devono essere una bandiera comune della comunità internazionale
in questo inizio del XXI secolo.
Oggi, i soldati dei Paesi che si trovarono in campi
contrapposti sessant'anni prima sono impegnati fianco a fianco nei Balcani, in
Afghanistan e in altre parti del mondo per garantire stabilità e sicurezza.
In Albania, in Bosnia Erzegovina e nel Kosovo, sono stato
testimone del ruolo da essi svolto per garantire la salvaguardia dei diritti
umani, per promuovere la collaborazione interetnica, per sconfiggere gli
estremismi.
Con questi sentimenti esprimo a voi tutti un cordiale saluto,
rinnovo il mio ringraziamento e vi rivolgo il più vivo augurio nello
svolgimento della vostra attività.
Roma, 7 maggio 2002
