Testo dell'intervento del Presidente Ciampi alla trasmissione di Rai Educational "Babele"
COMUNICATO
L'Ufficio Stampa della Presidenza della Repubblica rende noto il testo
dell'intervento del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi alla
trasmissione di Rai Educational "Babele":
Se penso ai libri che più hanno influenzato la mia vita,
ne ricordo due.
Uno dell'infanzia: "Il Giornalino di Gianburrasca"
di Vamba; non so quante volte l'ho letto. Era una lettura ripetuta
soprattutto quando si verificavano delle influenze o altre malattie dei bambini,
e così era una maniera per rallegrare quelle mie giornate.
E lo ricordo non solo per la stessa vivacità della
presentazione grafica, dei disegni, delle vignette, ma soprattutto perché al di
là di quelle che erano le monellerie di questo terribile "Gianburrasca",
era caratterizzato da uno spirito di anticonformismo; venivano messi in evidenza
i limiti della società di una volta.
Il libro che però ha segnato veramente la mia formazione, e
che ho letto all'inizio del mio periodo universitario, è stato "La
Storia d'Europa nel secolo decimonono" di Croce.
Eravamo, quando l'ho letto, nel 1937/38. Il libro veniva
fatto circolare con molta circospezione; si comprava in libreria in maniera un
po' riservata, non stava sul banco dei libri, era tenuto sottobanco.
Di quel testo straordinario mi colpì soprattutto il capitolo
iniziale, già dal titolo suggestivo: "La religione della libertà".
La libertà come parola che esprimeva, ricapitolava tutte le ansie, i fermenti,
le speranze dei popoli europei all'indomani del periodo napoleonico e che poi
hanno segnato tutto il secolo decimonono. Religione, perché, appunto, indicava
una determinata concezione della realtà, comportamenti e un'etica conforme a
quegli ideali.
Direi che di questo libro poi mi ha colpito, nel rileggerlo,
la chiusura che vorrei ricordare. La chiusura che termina con queste parole, che
"una storia informata al pensiero liberale", cioè alla libertà, dà
questo direi ammonimento a ciascuno di noi: "Lavorate secondo la linea
che qui vi è segnata, con tutto voi stessi, ogni giorno, ogni ora, in ogni
vostro atto; e lasciate fare alla divina provvidenza, che ne sa più di noi
singoli e lavora con noi, dentro di noi e sopra di noi".
Queste parole dedica Benedetto Croce a chiusura del libro,
informato ai principi della filosofia crociana, direi che è una massima che
tuttora dobbiamo tenere presente.
Roma, 1° febbraio 2002
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L'Ufficio Stampa della Presidenza della Repubblica rende noto il testo
dell'intervento del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi alla
trasmissione di Rai Educational "Babele":
Se penso ai libri che più hanno influenzato la mia vita,
ne ricordo due.
Uno dell'infanzia: "Il Giornalino di Gianburrasca"
di Vamba; non so quante volte l'ho letto. Era una lettura ripetuta
soprattutto quando si verificavano delle influenze o altre malattie dei bambini,
e così era una maniera per rallegrare quelle mie giornate.
E lo ricordo non solo per la stessa vivacità della
presentazione grafica, dei disegni, delle vignette, ma soprattutto perché al di
là di quelle che erano le monellerie di questo terribile "Gianburrasca",
era caratterizzato da uno spirito di anticonformismo; venivano messi in evidenza
i limiti della società di una volta.
Il libro che però ha segnato veramente la mia formazione, e
che ho letto all'inizio del mio periodo universitario, è stato "La
Storia d'Europa nel secolo decimonono" di Croce.
Eravamo, quando l'ho letto, nel 1937/38. Il libro veniva
fatto circolare con molta circospezione; si comprava in libreria in maniera un
po' riservata, non stava sul banco dei libri, era tenuto sottobanco.
Di quel testo straordinario mi colpì soprattutto il capitolo
iniziale, già dal titolo suggestivo: "La religione della libertà".
La libertà come parola che esprimeva, ricapitolava tutte le ansie, i fermenti,
le speranze dei popoli europei all'indomani del periodo napoleonico e che poi
hanno segnato tutto il secolo decimonono. Religione, perché, appunto, indicava
una determinata concezione della realtà, comportamenti e un'etica conforme a
quegli ideali.
Direi che di questo libro poi mi ha colpito, nel rileggerlo,
la chiusura che vorrei ricordare. La chiusura che termina con queste parole, che
"una storia informata al pensiero liberale", cioè alla libertà, dà
questo direi ammonimento a ciascuno di noi: "Lavorate secondo la linea
che qui vi è segnata, con tutto voi stessi, ogni giorno, ogni ora, in ogni
vostro atto; e lasciate fare alla divina provvidenza, che ne sa più di noi
singoli e lavora con noi, dentro di noi e sopra di noi".
Queste parole dedica Benedetto Croce a chiusura del libro,
informato ai principi della filosofia crociana, direi che è una massima che
tuttora dobbiamo tenere presente.
Roma, 1° febbraio 2002
