Messaggio del Presidente Ciampi in occasione della Giornata di Studi dedicata a Scevola Mariotti
COMUNICATO
Il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha inviato
al Prof. Leopoldo Gamberale, del Dipartimento di Filologia Greca e
Latina dell'Università degli Studi di Roma "La Sapienza", il
seguente messaggio:
A distanza di quasi due anni dalla scomparsa, il ricordo di
Scevola Mariotti è tuttora vivo in tutti noi. Lo testimonia
anche questa giornata di studi a lui dedicata, organizzata dal
Dipartimento di Filologia Greca e Latina dell'Università di
Roma "La Sapienza", cui mi è impossibile partecipare per
precedenti impegni istituzionali.
Scevola Mariotti è stato un grande della cultura. A lui,
raffinato latinista, siamo riconoscenti per il patrimonio di studi
e ricerche che ci ha lasciato, e che testimoniano quanto importante
sia stata l'influenza della tradizione classica sulla letteratura
italiana.
Di lui mi piace soprattutto ricordare lo stile, severo,
scientifico, laico, che sosteneva la centralità dell'esegesi
del testo letterario; uno stile appreso alla fine degli anni trenta
alla Scuola Normale Superiore di Pisa, dove fummo insieme allievi
di maestri come Giorgio Pasquali e Guido Calogero.
Sono idealmente tra voi, e in particolare accanto alla signora
Tota, per onorare la figura di un grande umanista e di un carissimo
amico.
Roma, 5 novembre 2001
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Il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha inviato
al Prof. Leopoldo Gamberale, del Dipartimento di Filologia Greca e
Latina dell'Università degli Studi di Roma "La Sapienza", il
seguente messaggio:
A distanza di quasi due anni dalla scomparsa, il ricordo di
Scevola Mariotti è tuttora vivo in tutti noi. Lo testimonia
anche questa giornata di studi a lui dedicata, organizzata dal
Dipartimento di Filologia Greca e Latina dell'Università di
Roma "La Sapienza", cui mi è impossibile partecipare per
precedenti impegni istituzionali.
Scevola Mariotti è stato un grande della cultura. A lui,
raffinato latinista, siamo riconoscenti per il patrimonio di studi
e ricerche che ci ha lasciato, e che testimoniano quanto importante
sia stata l'influenza della tradizione classica sulla letteratura
italiana.
Di lui mi piace soprattutto ricordare lo stile, severo,
scientifico, laico, che sosteneva la centralità dell'esegesi
del testo letterario; uno stile appreso alla fine degli anni trenta
alla Scuola Normale Superiore di Pisa, dove fummo insieme allievi
di maestri come Giorgio Pasquali e Guido Calogero.
Sono idealmente tra voi, e in particolare accanto alla signora
Tota, per onorare la figura di un grande umanista e di un carissimo
amico.
Roma, 5 novembre 2001
