Messaggio del Presidente Ciampi per la scomparsa di Indro Montanelli
COMUNICATO
Scompare con Indro Montanelli colui che è stato per gli
italiani il più grande testimone e cronista del
Novecento.
Maestro di lingua, nei suoi libri ha raccontato, con esemplare
chiarezza di parola e di concetti, la storia degli italiani, nel
suo percorso millenario, come nessun altro ha saputo fare.
Nei suoi articoli, di grande inviato e di direttore, ha narrato
eventi storici che hanno segnato il nostro tempo, dalla guerra di
Finlandia all'occupazione sovietica dell'Ungheria, coniugando la
scrupolosa precisione del cronista alla penetrante analisi
dell'uomo di principi, che guidava il lettore nella retta
comprensione della storia del nostro tempo.
Ci ha lasciato un'ineguagliata galleria di ritratti di protagonisti
del novecento. Intollerante di ogni costrizione, conquistò
con la schiettezza dei suoi giudizi l'ammirazione e l'affetto di
generazioni di italiani. Ne conosceva a fondo vizi e virtù,
e fu spietato ma appassionato giudice di un paese che amava sopra
ogni altra cosa al mondo.
Per l'Italia, nei momenti delle scelte difficili, dalla Resistenza
alla lotta al terrorismo, fu pronto, senza iattanza, a dare anche
la vita. La dignità del suo portamento fisico corrispondeva
alla sua rettitudine di uomo, di maestro di vita.
Milioni di italiani che lo amavano per la passione civile,
penetrante, talvolta toscanamente faziosa ma mai malevola che lo
animava, piangono la sua scomparsa.
L'Italia intera sentirà la sua mancanza.
Roma, 22 luglio 2001
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Scompare con Indro Montanelli colui che è stato per gli
italiani il più grande testimone e cronista del
Novecento.
Maestro di lingua, nei suoi libri ha raccontato, con esemplare
chiarezza di parola e di concetti, la storia degli italiani, nel
suo percorso millenario, come nessun altro ha saputo fare.
Nei suoi articoli, di grande inviato e di direttore, ha narrato
eventi storici che hanno segnato il nostro tempo, dalla guerra di
Finlandia all'occupazione sovietica dell'Ungheria, coniugando la
scrupolosa precisione del cronista alla penetrante analisi
dell'uomo di principi, che guidava il lettore nella retta
comprensione della storia del nostro tempo.
Ci ha lasciato un'ineguagliata galleria di ritratti di protagonisti
del novecento. Intollerante di ogni costrizione, conquistò
con la schiettezza dei suoi giudizi l'ammirazione e l'affetto di
generazioni di italiani. Ne conosceva a fondo vizi e virtù,
e fu spietato ma appassionato giudice di un paese che amava sopra
ogni altra cosa al mondo.
Per l'Italia, nei momenti delle scelte difficili, dalla Resistenza
alla lotta al terrorismo, fu pronto, senza iattanza, a dare anche
la vita. La dignità del suo portamento fisico corrispondeva
alla sua rettitudine di uomo, di maestro di vita.
Milioni di italiani che lo amavano per la passione civile,
penetrante, talvolta toscanamente faziosa ma mai malevola che lo
animava, piangono la sua scomparsa.
L'Italia intera sentirà la sua mancanza.
Roma, 22 luglio 2001
