Testo della dichiarazione congiunta Mesic - Kostunica a Verbania sui rapporti tra Croazia e Jugoslavia
COMUNICATO
L'Ufficio Stampa della Presidenza della Repubblica rende noto il
testo della dichiarazione congiunta sui colloqui tra il Presidente
della Repubblica di Croazia, Stjepan Mesic ed il Presidente della
Repubblica Federale di Jugoslavia, Vojislav Kostunica, redatta a
Verbania in occasione dell'incontro dei Capi di Stato dell'Europa
centrale:
"Noi, Presidenti della Repubblica di Croazia e della Repubblica
Federale di Jugoslavia, Stjepan Mesic e Vojislav Kostunica, abbiamo
avuto un incontro a Verbania in occasione della riunione dei Capi
di Stato dell'Europa centrale.
"Abbiamo preso in esame con spirito aperto lo stato attuale dei
rapporti tra i due Paesi e la situazione nel più vasto
contesto regionale. Al riguardo siamo stati mossi non solo dagli
interessi dei due Paesi, ma anche dal significato che rivestono le
relazioni della Repubblica di Croazia e della Repubblica Federale
di Jugoslavia nel quadro della costruzione e del rafforzamento
della stabilità nell'Europa sud-orientale.
"Nel manifestare la nostra soddisfazione per i colloqui,
nell'annunciare che siamo pronti a mantenere contatti periodici per
fornire nuovi stimoli alla stabilizzazione nella Regione e nel
confermare il nostro consapevole impegno a una politica di pace e
alla soluzione negoziata di tutte le questioni aperte, abbiamo
deciso di dichiarare quanto segue:
1. Concordiamo che le relazioni tra la
Repubblica di Croazia e la Repubblica Federale di Jugoslavia
debbano svilupparsi ulteriormente in direzione di una loro piena
normalizzazione e della loro estensione a tutti i campi di mutuo
interesse.
2. Concordiamo che, nel processo di ulteriore
normalizzazione delle relazioni bilaterali, debba porsi un accento
particolare sulla libera circolazione delle persone, dei beni e
delle idee, in coerenza con i parametri dell'unificazione
europea.
3. Concordiamo che nel contesto della
normalizzazione e dello sviluppo delle relazioni tra la Repubblica
di Croazia e la Repubblica Federale di Jugoslavia, si debbano
sostenere l'attuazione degli accordi già firmati
nonché prendere iniziative per assicurare uguale protezione
alle minoranze nei due Paesi, i.e. della minoranza serba nella
Repubblica di Croazia e della minoranza croata nella Repubblica
Federale di Jugoslavia.
4. Concordiamo che si debbano rimuovere tutti
gli ostacoli al ritorno di rifugiati e persone sfollate, e prendere
tutte le possibili misure per conoscere al più presto la
sorte delle persone scomparse nella guerra.
5. Concordiamo che entrambi i Paesi e i loro
cittadini, possono e devono affrontare nel miglior modo possibile
la verità circa gli avvenimenti del passato decennio,
applicando il principio della responsabilità e della colpa
personali, per prevenire ogni artificioso tentativo di accreditare
responsabilità e colpe collettive di alcun popolo.
6. Concordiamo che la Bosnia-Erzegovina
stabile e democratica che va costruendosi sulla base degli accordi
di Dayton è nell'interesse durevole dei nostri due Paesi,
nonché dell'intera Regione, e riaffermiamo che la Repubblica
di Croazia e la Repubblica Federale di Jugoslavia non avanzano
rivendicazioni su alcuna parte del territorio della
Bosnia-Erzegovina."
Roma, 8 giugno 2001
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L'Ufficio Stampa della Presidenza della Repubblica rende noto il
testo della dichiarazione congiunta sui colloqui tra il Presidente
della Repubblica di Croazia, Stjepan Mesic ed il Presidente della
Repubblica Federale di Jugoslavia, Vojislav Kostunica, redatta a
Verbania in occasione dell'incontro dei Capi di Stato dell'Europa
centrale:
"Noi, Presidenti della Repubblica di Croazia e della Repubblica
Federale di Jugoslavia, Stjepan Mesic e Vojislav Kostunica, abbiamo
avuto un incontro a Verbania in occasione della riunione dei Capi
di Stato dell'Europa centrale.
"Abbiamo preso in esame con spirito aperto lo stato attuale dei
rapporti tra i due Paesi e la situazione nel più vasto
contesto regionale. Al riguardo siamo stati mossi non solo dagli
interessi dei due Paesi, ma anche dal significato che rivestono le
relazioni della Repubblica di Croazia e della Repubblica Federale
di Jugoslavia nel quadro della costruzione e del rafforzamento
della stabilità nell'Europa sud-orientale.
"Nel manifestare la nostra soddisfazione per i colloqui,
nell'annunciare che siamo pronti a mantenere contatti periodici per
fornire nuovi stimoli alla stabilizzazione nella Regione e nel
confermare il nostro consapevole impegno a una politica di pace e
alla soluzione negoziata di tutte le questioni aperte, abbiamo
deciso di dichiarare quanto segue:
1. Concordiamo che le relazioni tra la
Repubblica di Croazia e la Repubblica Federale di Jugoslavia
debbano svilupparsi ulteriormente in direzione di una loro piena
normalizzazione e della loro estensione a tutti i campi di mutuo
interesse.
2. Concordiamo che, nel processo di ulteriore
normalizzazione delle relazioni bilaterali, debba porsi un accento
particolare sulla libera circolazione delle persone, dei beni e
delle idee, in coerenza con i parametri dell'unificazione
europea.
3. Concordiamo che nel contesto della
normalizzazione e dello sviluppo delle relazioni tra la Repubblica
di Croazia e la Repubblica Federale di Jugoslavia, si debbano
sostenere l'attuazione degli accordi già firmati
nonché prendere iniziative per assicurare uguale protezione
alle minoranze nei due Paesi, i.e. della minoranza serba nella
Repubblica di Croazia e della minoranza croata nella Repubblica
Federale di Jugoslavia.
4. Concordiamo che si debbano rimuovere tutti
gli ostacoli al ritorno di rifugiati e persone sfollate, e prendere
tutte le possibili misure per conoscere al più presto la
sorte delle persone scomparse nella guerra.
5. Concordiamo che entrambi i Paesi e i loro
cittadini, possono e devono affrontare nel miglior modo possibile
la verità circa gli avvenimenti del passato decennio,
applicando il principio della responsabilità e della colpa
personali, per prevenire ogni artificioso tentativo di accreditare
responsabilità e colpe collettive di alcun popolo.
6. Concordiamo che la Bosnia-Erzegovina
stabile e democratica che va costruendosi sulla base degli accordi
di Dayton è nell'interesse durevole dei nostri due Paesi,
nonché dell'intera Regione, e riaffermiamo che la Repubblica
di Croazia e la Repubblica Federale di Jugoslavia non avanzano
rivendicazioni su alcuna parte del territorio della
Bosnia-Erzegovina."
Roma, 8 giugno 2001
