Il Presidente Ciampi ha conferito la Medaglia d'Oro al Valor Militare alla città di Ascoli Piceno
COMUNICATO
Il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, su proposta
del Ministro della Difesa, ha conferito la Medaglia d'Oro al Valor
Militare alla città di Ascoli Piceno con la seguente
motivazione:
"La fiera e pacifica città di Ascoli Piceno, dopo
l'armistizio dell'8 settembre 1943, non esitò a sollevarsi
contro il tedesco invasore. Già il 12 settembre, il
coraggioso comportamento dei militari del presidio aveva costretto
alla resa le forze nemiche, superiori in uomini e mezzi, mentre dal
2 al 5 ottobre, al Colle San Marco, un pugno di giovani
ardimentosi, male armati ed equipaggiati, si batterono duramente
contro unità germaniche, subendo dolorose perdite. Ma, la
popolazione ascolana, non desistette dal proseguire la lotta,
partecipando a numerosi scontri, come quelli in località
Venagrande, Castellano e Vallesenzana, che furono fra i momenti
più significativi della sua irriducibile volontà di
partecipare direttamente alla liberazione del territorio.
Non meno agguerrita fu l'attività dei 'gruppi di
azione patriottica', conclusasi con l'ardita liberazione dalle
carceri cittadine di tutti i detenuti politici. Ad essa va aggiunta
la pericolosa opera svolta a favore di migliaia di prigionieri
alleati e di militari italiani sbandati, molti dei quali furono
condotti in salvo oltre le linee. Numerose furono le perdite di
vite umane, le deportazioni e le distruzioni subite dalla
città, che fu sempre sorretta dalla fede in una Patria
migliore, risorta dalla dittatura fascista.".
Roma 24 aprile 2001
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Il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, su proposta
del Ministro della Difesa, ha conferito la Medaglia d'Oro al Valor
Militare alla città di Ascoli Piceno con la seguente
motivazione:
"La fiera e pacifica città di Ascoli Piceno, dopo
l'armistizio dell'8 settembre 1943, non esitò a sollevarsi
contro il tedesco invasore. Già il 12 settembre, il
coraggioso comportamento dei militari del presidio aveva costretto
alla resa le forze nemiche, superiori in uomini e mezzi, mentre dal
2 al 5 ottobre, al Colle San Marco, un pugno di giovani
ardimentosi, male armati ed equipaggiati, si batterono duramente
contro unità germaniche, subendo dolorose perdite. Ma, la
popolazione ascolana, non desistette dal proseguire la lotta,
partecipando a numerosi scontri, come quelli in località
Venagrande, Castellano e Vallesenzana, che furono fra i momenti
più significativi della sua irriducibile volontà di
partecipare direttamente alla liberazione del territorio.
Non meno agguerrita fu l'attività dei 'gruppi di
azione patriottica', conclusasi con l'ardita liberazione dalle
carceri cittadine di tutti i detenuti politici. Ad essa va aggiunta
la pericolosa opera svolta a favore di migliaia di prigionieri
alleati e di militari italiani sbandati, molti dei quali furono
condotti in salvo oltre le linee. Numerose furono le perdite di
vite umane, le deportazioni e le distruzioni subite dalla
città, che fu sempre sorretta dalla fede in una Patria
migliore, risorta dalla dittatura fascista.".
Roma 24 aprile 2001
