Messaggio del Presidente Ciampi al Presidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, Amos Luzzatto, in occasione della celebrazione della Giornata della Memoria
COMUNICATO
Il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha inviato
al Prof. Amos Luzzatto, Presidente dell'Unione delle
Comunità Ebraiche Italiane, il seguente messaggio:
"Per la prima volta, in tutta Italia, si celebra la Giornata
della Memoria, istituita con legge della Repubblica approvata dal
Parlamento all'unanimità. La scelta della data del 27
gennaio ricorda il giorno dell'abbattimento dei cancelli di
Auschwitz, il campo che è divenuto il simbolo della
Shoah.
"E' un giorno di riflessione. Ne abbiamo bisogno per rafforzare
la cultura della pace e della fraternità, così
tragicamente travolta ed offesa nel secolo appena concluso.
"La Shoah deve rappresentare un monito per tutta
l'umanità contro l'odio razziale, etnico e religioso che
ancora insanguina molte parti del mondo e, purtroppo, talora
riaffiora anche nelle società più evolute. "La
memoria è un dovere.
"E' un dovere verso un popolo che è stato vittima di un
lucido disegno di sterminio, verso una civiltà che si
è tentato di estirpare dalla coscienza europea, cui pure
aveva dato nel corso dei secoli un contributo straordinario.
"Ma la memoria è anche un dovere verso le giovani
generazioni, alle quali si deve trasmettere la consapevolezza e la
conoscenza del passato, perché non siano private di quel
patrimonio morale che è rappresentato dalla
continuità della storia dell'uomo.
"Spetta alla famiglia, alla scuola, alle istituzioni serbare nel
profondo dell'animo di ognuno di noi e coltivare nei giovani il
rispetto della dignità di ogni essere umano.
"Per questo considero importanti le iniziative che si propongono
di contribuire alla documentazione delle vicende storiche che
resero possibile queste tragedie. I luoghi della memoria devono
diventare mete didattiche di tutte le scuole italiane per mantenere
viva la coscienza di quel dramma.
"Porto sempre con me la profonda commozione che ho provato al
cospetto dei segni del martirio e delle sofferenze di tante vittime
innocenti, quando ho reso omaggio nell'ottobre del 1999, in
Israele, al Memoriale dei Martiri e degli Eroi dell'Olocausto di
Yad Vashem, e quando, il 15 marzo 2000, ho visitato ad Auschwitz, i
luoghi terribili dell'abisso nel quale precipitò l'uomo.
"La mia generazione ha vissuto la drammatica esperienza degli
ebrei italiani. Le leggi razziali del 1938 segnarono anche il
più grave tradimento del Risorgimento e dell'idea stessa
della nazione italiana, al cui successo gli ebrei avevano
contribuito in modo determinante, da Daniele Manin ad Ernesto
Nathan.
"Ma furono numerosi, sia al tempo delle persecuzioni razziali
sia ed ancor più al tempo delle deportazioni, gli italiani
che seppero anteporre le ragioni della loro coscienza alla violenza
morale e fisica della dittatura.
"Anche oggi dobbiamo continuare ad impegnarci affinché
maturi e si diffonda fra i giovani e nel mondo il rifiuto della
intolleranza, della sopraffazione e dell'odio razziale.
"Sono i valori fondanti della nostra Costituzione e della nuova
Unione Europea.
"Il Giorno della Memoria si collega così idealmente ad
altre due date della storia italiana: il 25 aprile, anniversario
della Liberazione e il 2 giugno, anniversario della scelta
repubblicana.
"Con questo animo mi sento vicino a tutti voi e partecipe di un
comune impegno per un presente e un futuro di pace."
Roma, 26 gennaio 2001
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Il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha inviato
al Prof. Amos Luzzatto, Presidente dell'Unione delle
Comunità Ebraiche Italiane, il seguente messaggio:
"Per la prima volta, in tutta Italia, si celebra la Giornata
della Memoria, istituita con legge della Repubblica approvata dal
Parlamento all'unanimità. La scelta della data del 27
gennaio ricorda il giorno dell'abbattimento dei cancelli di
Auschwitz, il campo che è divenuto il simbolo della
Shoah.
"E' un giorno di riflessione. Ne abbiamo bisogno per rafforzare
la cultura della pace e della fraternità, così
tragicamente travolta ed offesa nel secolo appena concluso.
"La Shoah deve rappresentare un monito per tutta
l'umanità contro l'odio razziale, etnico e religioso che
ancora insanguina molte parti del mondo e, purtroppo, talora
riaffiora anche nelle società più evolute. "La
memoria è un dovere.
"E' un dovere verso un popolo che è stato vittima di un
lucido disegno di sterminio, verso una civiltà che si
è tentato di estirpare dalla coscienza europea, cui pure
aveva dato nel corso dei secoli un contributo straordinario.
"Ma la memoria è anche un dovere verso le giovani
generazioni, alle quali si deve trasmettere la consapevolezza e la
conoscenza del passato, perché non siano private di quel
patrimonio morale che è rappresentato dalla
continuità della storia dell'uomo.
"Spetta alla famiglia, alla scuola, alle istituzioni serbare nel
profondo dell'animo di ognuno di noi e coltivare nei giovani il
rispetto della dignità di ogni essere umano.
"Per questo considero importanti le iniziative che si propongono
di contribuire alla documentazione delle vicende storiche che
resero possibile queste tragedie. I luoghi della memoria devono
diventare mete didattiche di tutte le scuole italiane per mantenere
viva la coscienza di quel dramma.
"Porto sempre con me la profonda commozione che ho provato al
cospetto dei segni del martirio e delle sofferenze di tante vittime
innocenti, quando ho reso omaggio nell'ottobre del 1999, in
Israele, al Memoriale dei Martiri e degli Eroi dell'Olocausto di
Yad Vashem, e quando, il 15 marzo 2000, ho visitato ad Auschwitz, i
luoghi terribili dell'abisso nel quale precipitò l'uomo.
"La mia generazione ha vissuto la drammatica esperienza degli
ebrei italiani. Le leggi razziali del 1938 segnarono anche il
più grave tradimento del Risorgimento e dell'idea stessa
della nazione italiana, al cui successo gli ebrei avevano
contribuito in modo determinante, da Daniele Manin ad Ernesto
Nathan.
"Ma furono numerosi, sia al tempo delle persecuzioni razziali
sia ed ancor più al tempo delle deportazioni, gli italiani
che seppero anteporre le ragioni della loro coscienza alla violenza
morale e fisica della dittatura.
"Anche oggi dobbiamo continuare ad impegnarci affinché
maturi e si diffonda fra i giovani e nel mondo il rifiuto della
intolleranza, della sopraffazione e dell'odio razziale.
"Sono i valori fondanti della nostra Costituzione e della nuova
Unione Europea.
"Il Giorno della Memoria si collega così idealmente ad
altre due date della storia italiana: il 25 aprile, anniversario
della Liberazione e il 2 giugno, anniversario della scelta
repubblicana.
"Con questo animo mi sento vicino a tutti voi e partecipe di un
comune impegno per un presente e un futuro di pace."
Roma, 26 gennaio 2001
