Messaggio del Presidente Ciampi al Segretario dell'ONU Annan per la Giornata delle Nazioni Unite
COMUNICATO
Il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha inviato al Segretario generale dell'ONU, Kofi Annan, in occasione della Giornata delle Nazioni Unite, il seguente messaggio:
"Alle Nazioni Unite, di cui ella rappresenta la più alta istanza esecutiva, il mondo continua a guardare per la salvaguardia della pace e della sicurezza, per promuovere lo sviluppo e per il rispetto della persona.
"Il vertice del Millennio ha rafforzato la consapevolezza che, solo con vero spirito di solidarietà internazionale, raccoglieremo le grandi sfide globali ancora irrisolte: fame, sottosviluppo, droga, degrado dell'ambiente, violazioni dei diritti umani.
"Per i compiti che incombono, le Nazioni Unite devono poter contare sul convinto impegno di tutti nella misura della capacità e delle risorse di ciascuno. Le Nazioni Unite possono fare pieno affidamento sull'Italia, la cui collaborazione è essenziale per la soluzione delle stesse sfide indicate dal vertice.
"I dodici mesi trascorsi saranno ricordati fra i più intensi nella cinquantennale storia delle operazioni di pace dell'ONU. Il numero dei caschi blu nel mondo ha raggiunto livelli senza precedenti; alle missioni di mantenimento della pace si aggiungono nuovi e sempre più impegnativi compiti umanitari; in Kosovo anche responsabilità di amministrazione civile. L'Italia è terzo contributore per gli interventi di 'peace-keeping'.
"Il mio Paese prosegue nell'impegno per fare della Corte penale internazionale uno strumento che risponda concretamente al crescente bisogno di legalità di fronte ai crimini contro l'umanità.
"Ricordo che, se la comunità internazionale guarda con fiducia alle Nazioni Unite, lo si deve anche alla sua personale iniziativa e a quella del Segretariato.
"Nel rinnovare a lei ed a tutto il personale delle Nazioni Unite un augurio di buon lavoro, vorrei infine onorare con lei, signor Segretario generale, il ricordo di tutti coloro, fra cui i tanti militari e civili italiani, che hanno perso la vita al servizio della pace."
Roma, 24 ottobre 2000.
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Il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha inviato al Segretario generale dell'ONU, Kofi Annan, in occasione della Giornata delle Nazioni Unite, il seguente messaggio:
"Alle Nazioni Unite, di cui ella rappresenta la più alta istanza esecutiva, il mondo continua a guardare per la salvaguardia della pace e della sicurezza, per promuovere lo sviluppo e per il rispetto della persona.
"Il vertice del Millennio ha rafforzato la consapevolezza che, solo con vero spirito di solidarietà internazionale, raccoglieremo le grandi sfide globali ancora irrisolte: fame, sottosviluppo, droga, degrado dell'ambiente, violazioni dei diritti umani.
"Per i compiti che incombono, le Nazioni Unite devono poter contare sul convinto impegno di tutti nella misura della capacità e delle risorse di ciascuno. Le Nazioni Unite possono fare pieno affidamento sull'Italia, la cui collaborazione è essenziale per la soluzione delle stesse sfide indicate dal vertice.
"I dodici mesi trascorsi saranno ricordati fra i più intensi nella cinquantennale storia delle operazioni di pace dell'ONU. Il numero dei caschi blu nel mondo ha raggiunto livelli senza precedenti; alle missioni di mantenimento della pace si aggiungono nuovi e sempre più impegnativi compiti umanitari; in Kosovo anche responsabilità di amministrazione civile. L'Italia è terzo contributore per gli interventi di 'peace-keeping'.
"Il mio Paese prosegue nell'impegno per fare della Corte penale internazionale uno strumento che risponda concretamente al crescente bisogno di legalità di fronte ai crimini contro l'umanità.
"Ricordo che, se la comunità internazionale guarda con fiducia alle Nazioni Unite, lo si deve anche alla sua personale iniziativa e a quella del Segretariato.
"Nel rinnovare a lei ed a tutto il personale delle Nazioni Unite un augurio di buon lavoro, vorrei infine onorare con lei, signor Segretario generale, il ricordo di tutti coloro, fra cui i tanti militari e civili italiani, che hanno perso la vita al servizio della pace."
Roma, 24 ottobre 2000.
