Messaggio del Presidente Ciampi per la scomparsa di Enrico Cuccia
COMUNICATO
Il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha inviato alla famiglia Cuccia il seguente messaggio:
"Apprendo la notizia della scomparsa di Enrico Cuccia con profonda tristezza e turbamento. Questi sentimenti sono condivisi da tutto il mondo della finanza e dell'economia italiana, che per decenni ha avuto in lui uno degli animatori di quel grande processo di sviluppo che ha portato l'Italia all'avanguardia dell'economia europea.
Ho sempre ammirato la saldezza delle sue virtù morali, la sobrietà e il rigore di vita, la condotta schiva da ogni protagonismo. Su questi principi si fondava una passione professionale che aveva assunto in Enrico Cuccia il carattere di una esemplare religione civile.
Formatosi alla scuola della Banca Commerciale Italiana, dove crebbe professionalmente al fianco di Ugo La Malfa, Adolfo Tino e Raffaele Mattioli, poi in Mediobanca, di cui fu uno dei promotori e fondatori, Enrico Cuccia mise la sua sapienza e il suo intuito di grande banchiere d'affari al servizio non soltanto dell'istituzione che guidò per decenni, ma della modernizzazione e del consolidamento di tutto il tessuto finanziario e industriale del nostro Paese.
Visse la sua professione con spirito di forte patriottismo. Divenne così essenziale punto di riferimento per i maggiori operatori economici italiani ed esteri. L'Italia gli deve molto. La sua morte è una grande perdita per il nostro Paese.
Con questi sentimenti mi associo, con profonda partecipazione personale, al dolore dei suoi familiari, al cordoglio di tutto il mondo economico e finanziario, che riconosceva in lui il primo banchiere d'Italia."
Roma, 23 giugno 2000
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Il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha inviato alla famiglia Cuccia il seguente messaggio:
"Apprendo la notizia della scomparsa di Enrico Cuccia con profonda tristezza e turbamento. Questi sentimenti sono condivisi da tutto il mondo della finanza e dell'economia italiana, che per decenni ha avuto in lui uno degli animatori di quel grande processo di sviluppo che ha portato l'Italia all'avanguardia dell'economia europea.
Ho sempre ammirato la saldezza delle sue virtù morali, la sobrietà e il rigore di vita, la condotta schiva da ogni protagonismo. Su questi principi si fondava una passione professionale che aveva assunto in Enrico Cuccia il carattere di una esemplare religione civile.
Formatosi alla scuola della Banca Commerciale Italiana, dove crebbe professionalmente al fianco di Ugo La Malfa, Adolfo Tino e Raffaele Mattioli, poi in Mediobanca, di cui fu uno dei promotori e fondatori, Enrico Cuccia mise la sua sapienza e il suo intuito di grande banchiere d'affari al servizio non soltanto dell'istituzione che guidò per decenni, ma della modernizzazione e del consolidamento di tutto il tessuto finanziario e industriale del nostro Paese.
Visse la sua professione con spirito di forte patriottismo. Divenne così essenziale punto di riferimento per i maggiori operatori economici italiani ed esteri. L'Italia gli deve molto. La sua morte è una grande perdita per il nostro Paese.
Con questi sentimenti mi associo, con profonda partecipazione personale, al dolore dei suoi familiari, al cordoglio di tutto il mondo economico e finanziario, che riconosceva in lui il primo banchiere d'Italia."
Roma, 23 giugno 2000
