Messaggio del Presidente Ciampi al gen. Cervoni, per festa dell'Esercito
COMUNICATO
Il Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, ha inviato al Tenente Generale Francesco Cervoni, Capo di Stato Maggiore dell'Esercito, il seguente messaggio:
4 maggio 2000 - Festa dell'Esercito
«L'odierna ricorrenza costituisce l'occasione per esprimere il più vivo apprezzamento e la sentita gratitudine di tutto il popolo italiano agli ufficiali, sottufficiali e soldati dell'Esercito per l'attività svolta quotidianamente, in Italia e all'estero, con lealtà, abnegazione e indiscussa professionalità.
In questo giorno rivolgo anche un deferente e commosso pensiero a quanti, nel compimento del proprio dovere - in guerra, ma anche nel servizio della pace - hanno sacrificato la vita per il bene della Nazione.
Da quel lontano 4 maggio 1861 molta strada è stata fatta. Oggi l'Esercito sta vivendo da protagonista momenti di grande impegno nel contesto internazionale, come ho potuto verificare durante le visite effettuate alle unità schierate in Albania, in Kosovo e in Bosnia.
Sta anche affrontando una profonda, innovativa trasformazione. La professionalizzazione, l'introduzione del servizio militare femminile, la sempre più frequente partecipazione a unità operative europee sono solo alcuni degli aspetti che saranno portatori di fondamentali cambiamenti.
L'Esercito, in continuità con la sua gloriosa tradizione, saprà plasmarsi su queste nuove realtà e continuare a essere punto di riferimento nel contesto nazionale e a rappresentare, in splendido modo, la nostra patria nel mondo.
In questo giorno di festa, La prego, caro Generale, di far giungere a tutti i suoi ufficiali, sottufficiali e soldati, e alle loro famiglie, l'augurio e il grazie dell'Italia.»
Roma, 4 maggio 2000
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Il Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, ha inviato al Tenente Generale Francesco Cervoni, Capo di Stato Maggiore dell'Esercito, il seguente messaggio:
4 maggio 2000 - Festa dell'Esercito
«L'odierna ricorrenza costituisce l'occasione per esprimere il più vivo apprezzamento e la sentita gratitudine di tutto il popolo italiano agli ufficiali, sottufficiali e soldati dell'Esercito per l'attività svolta quotidianamente, in Italia e all'estero, con lealtà, abnegazione e indiscussa professionalità.
In questo giorno rivolgo anche un deferente e commosso pensiero a quanti, nel compimento del proprio dovere - in guerra, ma anche nel servizio della pace - hanno sacrificato la vita per il bene della Nazione.
Da quel lontano 4 maggio 1861 molta strada è stata fatta. Oggi l'Esercito sta vivendo da protagonista momenti di grande impegno nel contesto internazionale, come ho potuto verificare durante le visite effettuate alle unità schierate in Albania, in Kosovo e in Bosnia.
Sta anche affrontando una profonda, innovativa trasformazione. La professionalizzazione, l'introduzione del servizio militare femminile, la sempre più frequente partecipazione a unità operative europee sono solo alcuni degli aspetti che saranno portatori di fondamentali cambiamenti.
L'Esercito, in continuità con la sua gloriosa tradizione, saprà plasmarsi su queste nuove realtà e continuare a essere punto di riferimento nel contesto nazionale e a rappresentare, in splendido modo, la nostra patria nel mondo.
In questo giorno di festa, La prego, caro Generale, di far giungere a tutti i suoi ufficiali, sottufficiali e soldati, e alle loro famiglie, l'augurio e il grazie dell'Italia.»
Roma, 4 maggio 2000
