Il Portale storico della Presidenza della Repubblica

Pubblicato il 2 giugno 2018, il Portale storico della Presidenza della Repubblica rende progressivamente disponibile il patrimonio conservato dall'Archivio storico.
Archivi, documenti, fotografie, dati, percorsi tematici e risorse digitali trasmettono la memoria dei Capi dello Stato dell'Italia repubblicana; testimoniano in modo straordinariamente capillare le attività, gli interventi e i discorsi dei Presidenti della Repubblica nello svolgimento delle funzioni che la Costituzione assegna loro; testimoniano le attività dell'Amministrazione e dei suoi protagonisti, che operano a supporto della figura presidenziale; rappresentano il Paese che ne costituisce lo sfondo; raccontano le vicende del Palazzo del Quirinale, ieri palazzo dei papi e dei re, oggi sede della massima carica dello Stato repubblicano.

I numeri del Portale: 49.538 eventi, tra udienze, impegni pubblici e privati dei Presidenti; 1.729 visite in Italia e 357 viaggi all'estero; 16.269 pagine di diario digitalizzate; 184.277 fotografie; 1.416 audiovisivi; 12.012 complessi archivistici; 6.523 discorsi e interventi; 5.249 atti firmati; 542 comunicati della Presidenza del Consiglio dei Ministri dal 1945 al 1950; 11.835 comunicati delle presidenze Ciampi e Napolitano; 109 volumi in Biblioteca digitale per un totale di 22.673 pagine in formato digitale; 75 soggetti produttori e 762 strutture organizzative; 131 biografie di consiglieri e consulenti; 786.871 triple caricate sull'Endpoint (aggiornamento del 23 luglio 2019)

 

 

Servizio patrimonio (1948-1992)


Descrizione del contenuto

Nell'ambito dell'organizzazione degli Uffici e Servizi del Segretariato Generale della Presidenza della Repubblica il settore della gestione del patrimonio mobiliare e immobiliare ha subìto negli anni varie modifiche per quanto riguarda la sua titolarità e autonomia.
Il D.P. 9 novembre 1948, n. 4, istituì tra gli altri l'Ufficio dell'amministrazione e del patrimonio, articolato in tre Divisioni: la Divisione I si occupava del personale della Presidenza, la Divisione II della gestione del patrimonio, la Divisione III della ragioneria. Le competenze della Divisione II erano ben specificate: inventari mobiliari e immobiliari; appartamenti e custodia; vestiario personale; magazzino materiali; viaggi e soggiorni del Presidente della Repubblica fuori della Capitale e liquidazione delle relative spese; servizio caccie; giardini e Tenuta di Castelporziano; economato; servizio automobilistico e ferroviario; servizio di tavola; servizio di posta, telegrafo e telefono. A dirigere la Divisione fu designato il dott. Mario Cordoni, direttore superiore.
Un unico Ufficio aveva dunque competenza su tre importantissimi settori dell'amministrazione interna del Segretariato, che in seguito diventeranno autonomi per il progressivo aumento delle funzioni.
Il D.P. 25 ottobre 1949, n. 26, aggiunse alle tre Divisioni che componevano l'Ufficio dell'amministrazione e del patrimonio anche l'Ufficio inventari, biblioteca e archivi storici e dettagliò meglio le competenze della Divisione II con il riferimento ai rapporti con il Genio Civile per la manutenzione straordinaria degli immobili.
Durante il settennato Einaudi non si ebbero altre novità; i capi dell'Ufficio dell'amministrazione e del patrimonio furono il direttore generale Carlo Costetti dal 1948 al 1950 e il direttore generale Vittorio Casorati dal 1951 al 1955.
Il D.P. 22 agosto 1955, n. 6, firmato dal Presidente Gronchi, distribuì le amplissime competenze dell'Ufficio amministrazione e patrimonio in sei Divisioni e un Ufficio riscontro. La materia del patrimonio fu così ripartita:
Divisione I: manutenzione degli arredamenti (mobili, quadri, arazzi, tappeti, ecc.);
Divisione II: inventari, depositi, laboratori, magazzini, guardaroba, economato, vasella, cantine, servizi tecnici (manutenzione ordinaria edifici e impianti), rapporti con il Genio Civile;
Divisione VI: servizi agrari (gestione della Tenuta di Castelporziano, caccia, giardini del Quirinale, Caprarola, Villa Rosebery).
Due anni dopo il D.P. 28 febbraio 1957, n. 39, trasformò i precedenti Uffici del Segretariato in Servizi, a loro volta articolati in Uffici. Le competenze del patrimonio furono attribuite a due diversi Servizi.
Il Servizio affari generali comprese l'Ufficio tecnico, competente per: manutenzione ordinaria edifici ed impianti interni della dotazione del Presidente; manutenzione degli arredamenti e del patrimonio artistico; laboratori; rapporti con il Genio Civile.
Il Servizio amministrazione e patrimonio ebbe la maggior parte delle competenze, distinte in diversi Uffici. Quello che si occupavano della gestione del patrimonio era l'Ufficio patrimonio ed inventari, competente per: inventari, depositi, magazzini, economato, vasella, cantine, acquisto mobili ed oggetti di ufficio.
I direttori dell'Ufficio patrimonio e inventari furono Mario Cordoni dal 1955 al 1959 ed Eugenio Cavajoni dal 1959; quest'ultimo rimarrà in carica fino al 1971.

All'inizio della Presidenza Saragat il D.P. 1° marzo 1965, n. 5, aumentò ancora le competenze del Servizio amministrazione e patrimonio inquadrando in esso anche la Segretaria Presidenziale, l'Ufficio tecnico e l'Ufficio assistenza: le funzioni della struttura permanente del Segretariato confluirono così in un unico centro. La materia del patrimonio era gestita da:
Ufficio patrimonio ed inventario: inventari, depositi, magazzini, economato, vasella, cantine, acquisto mobili ed oggetti d'ufficio;
Ufficio tecnico: manutenzione ordinaria edifici ed impianti interni della dotazione del Presidente; manutenzione degli arredamenti e del patrimonio artistico; laboratori; rapporti con il Genio Civile.

L'organizzazione interna del Segretariato rimase immutata per tredici anni; soltanto infatti nell'ultimo anno della Presidenza di Giovanni Leone fu emanato il D.P. 6 febbraio 1978, n. 88, che equiparò tutti i Servizi elencandoli successivamente e senza alcun particolare raggruppamento, sotto il coordinamento di un Vice Segretario Generale. Gli Affari generali e il Patrimonio furono separati e fu istituito così un Servizio patrimonio, competente per: gestione amministrativa dei beni della dotazione; programma e coordinamento di lavori di ordinaria e straordinaria manutenzione e relativi rapporti con Amministrazioni statali ed Enti pubblici; inventario; rapporti con il Demanio; contratti e concessioni; approvvigionamenti e forniture; depositi.
Esisteva inoltre l'Ufficio tecnico per la manutenzione ordinaria dei beni della dotazione, i laboratori di restauro e i rapporti tecnici con il Genio Civile.
Il Servizio patrimonio fu diretto dal 1971 al 1976 da Renato Barina e dal 1976 al 1978 da Italo De Curtis.

Durante la Presidenza di Sandro Pertini l'organizzazione interna del Segretariato fu rivista con il D.P. 24 giugno 1980, n. 36, che conteneva varie innovazioni tra le quali l'accorpamento delle strutture di supporto in un unico Servizio, il Servizio patrimonio, provveditorato e intendenza. La materia del patrimonio fu affidata all'Ufficio amministrazione del patrimonio e provveditorato, che si occupava di: gestione amministrativa dei beni della dotazione; programma e coordinamento dei lavori di ordinaria e straordinaria manutenzione e relativi rapporti con Amministrazioni statali ed Enti pubblici; contratti e concessioni; approvvigionamenti e forniture; inventari; depositi; coordinamento amministrativo dell'attività dell'Ufficio tecnico. Quest'ultimo si occupava della manutenzione ordinaria dei beni della dotazione, dei laboratori di restauro e dei rapporti con il Genio Civile.
Il Servizio patrimonio fu diretto dal 1978 al 1980 da Pietro Meschini e dal 1980 da Italo De Curtis.

Il Presidente Francesco Cossiga, nell'autunno del suo primo anno di presidenza, emanò un nuovo deceeto per la riorganizzazione di Uffici e Servizi (D.P. 30 ottobre 1985, n. 9). L'art. 13 regolava il Servizio patrimonio, provveditorato ed intendenza, che rimase invariato nelle sue competenze tranne che per il fatto che le sue suddivisioni interne non si chiamarono più uffici, ma divisioni. Si ebbe quindi la Divisione amministrazione del patrimonio e provveditorato e la Divisione tecnica, con le stesse funzioni precedenti.
Un netto cambiamento si ebbe invece con il D.P. n. 59/N dell'11 febbraio 1989 che suddivise la materia di cui trattiamo in due autonomi e distinti servizi, il Servizio patrimonio ed il Servizio intendenza.
Il Servizio patrimonio continuò ad essere diretto fino al 1989 da Italo De Curtis, cui succedette per un breve periodo Pierluigi Cappi e poi, dal 25 marzo 1991, Gianfranca Pirisi.
Con D.P. 6 aprile 1990, n. 26/A, l'architetto Franco Borsi fu nominato Consigliere del Presidente e preposto alla direzione dell'Ufficio Speciale Sovrintendenza ai beni artistici e storici.